La mia foto
Detta anche Jack. Insolito, ma vero.

mercoledì 20 gennaio 2010

Il colore del risveglio

Stamattina mi sono svegliata ansiosa di trovare il sole, ma il cielo è bianco e carico di neve!
Non mi va proprio bene, non stamattina. Mi muovo veloce, stivali, esco e dopo 5 minuti sono di nuovo qui.
Stamattina nella mia stanza è entrato il colore di un bellissimo fascio di fiori. Tulipani (li adoro) carichi di colori vivi e brillanti tra le tonalità del giallo, del rosso e dell'arancio. Mi guardano dal tavolino mentre io li guardo soddisfatta...c'è il sole nella mia stanza stamattina e io ho tanto da fare. Buona giornata.

martedì 19 gennaio 2010

un altro angolo di mondo

stanotte vorrei che la luna guardasse verso di me, mentre evidentemente è impegnta ad illuminare altri angoli di mondo. Stasera mi volta le spalle, il cielo si tinge di scuro e invade la mia stanza.
senza radici e senza appendici. non mi piace. mi mancano le mie persone. mi manca la possibilità di costruirmi dei rapporti solidi che facciano da base alla mia vita. So che dovrò reinventarmi ogni giorno, so che arriverà il giorno in cui dovrò iniziare da capo la mia vita da qualche parte. So che posso farlo. Ma stasera è tinta di scuro.

lunedì 18 gennaio 2010

Una calda sveglia ...

Stamattina mi sono svegliata prima delle altre, ne approfitto. Caffè, colazione, luce bassa. Mi godo il silenzio che c'è e penso a come svegliarmi in modo "morbido". Trovato! Mi racconto una favola! Una piccola storia che mi catturi completamente per qualche minuto, mentre il mio cervello pian pianino si rimette in moto. Rintanata tra i caldi cuscini della mia stanza, ho iniziato a guardare il video di una canzone: è un brand-new. Una prima assoluta. Mi accomodo per gustarne la visione. Play. Completamente assorta: mi innamoro tutte le volte, è più forte di me anche se confesso di essere una tipa difficile.
La bellezza di un racconto è che non importa dove ti trovi o cosa fai prima di inziare a seguirlo, non importa cosa hai per la testa perchè quando parte la prima parola, la prima immagine, la prima nota diventi parte del racconto stesso. Semplice osservatore o addirittura protagonista. Guardando questo video, stamattina, il posto in cui sono diventa poco importante, svanisce il valore di ciò che avevo in mente per questa giornata, progetti, intenzioni. Tutto passa in secondo piano rispetto al piccolo tempo che sto vivendo, tempo fermo nei fotogrammi che passano.
Ritrovo il gusto e il sapore di qualcosa che mi ha spinto e stimolato nello studio della comunicazione. La passione verso un mondo in cui le immagini e i suoni si legano in modo armonico come fossero un tutt'uno. In cui le parole sembrano trainate comodamente dal resto e arrivano con una incredibile semplicità e una potenza assoluta. Riuscire a trasmettere qualcosa tramite l'arte di creare un mondo, colorare delle immagini e dei suoni. Magari ognuno noterà particolari diversi o sarà mosso da emozioni personali, ma qualunque sia il modo, non puoi evitare che ti susciti qualcosa, che parli al tuo stomaco. E' totalizzante.
Finisce, ci metto qualche minuto per ritornare qui. Guardo verso la finestra e mi accorgo che il sole ormai si è svegliato e il cielo fortunatamente è limpido (per quanto possa esserlo il cielo londinese). Si sente anche qualche rumore in cucina, la giornata sta proprio iniziando... io ho ancora quella musica nelle orecchie e quelle immagini negli occhi. Un respiro profondo, finisco il mio caffè e vi do un morbido buongiorno. Assolutamente ispirato!

lunedì 14 dicembre 2009

I miei primi passi


Gli ultimi due giorni li ho trascorsi praticamente rintanata in casa, impigrita e un pò annoiata. Ormai ancora un altro giorno e sarò di rientro in Italia per Natale.
Ma stasera, preparando la valigia... nella mia stanza, mi sono accorta che sono trascorse già poco più di 3 settimane da quando sono approdata qui e non ho dubbi!La prima immagine di Londra che mi viene in mente se chiudo gli occhi è quella della strada. Ho camminato tantissimo tra la folla che riempie le corsie. I primi colori che mi vengono in mente sono quelli delle insegne e dei tantissimi volti che popolano questa città. Il primo odore è quello forte di carne fuori i ristoranti indiani o turchi. Il primo profumo e il primo sapore sono quelli del caffè! Eh si...ho questo "neo"!Campana con una strana passione: il caffè lungo, lunghissimo... insomma il cosidetto americano!
Bè...le strade popolose di questa incredibile metropoli in cui convergono tradizione e modernità mi piacciono. Mi piacciono perchè ospitano i passi di innumerevoli e differenti persone, istinti, desideri, storie e volti completamente estranei che diventano popolo su questi marciapiedi.
E ho iniziato solo ora a camminare.

mercoledì 9 dicembre 2009

Ma... giochiamo da sole?

Stasera ho tante domande che mi ruotano nella testa, così tante che questa stanza forse non riesce a contenerle tutte.
Quando i nostri limiti si impongono con forza, cambiando la direzione che noi avremmo voluto dare alle cose, quando diventano così ingombranti da non poter essere più aggirati.. diventiamo veramente tanto fragili? Cioè tutta la forza che ci costruiamo, che raccogliamo negli anni è davvero possibile che cresca per poi schiantarsi violentemente contro questo grande muro quando meno ce lo aspettiamo, e riportarci ad una realtà diversa da quella che immaginavamo?
Credo che noi donne, in particolare, siamo vittime di questo perfido giochino. Ma sopratutto, mi chiedo fino a che punto non siamo noi stesse a crearlo.
Insomma... vogliamo essere sempre più forti, ci rialziamo sempre dopo uno scivolone, ci rimettiamo in pista e acquistando esperienza ci sentiamo meno vulnerabili, quasi invincibili, un pò più serene. Diventiamo bravissime nel gestire i nostri limiti, la nostra debolezza e la fragilità, nel dimostrarci sempre più ferme nelle nostre lucide posizioni... ed è tutto vero! Poi, improvvisamente, vediamo alzarsi il muro dei nostri limiti e tiriamo diritto, lo puntiamo...fino a che non sentiamo lo schianto.
Non riesco a capire se lo facciamo perchè abbiamo bisogno di andare fino in fondo e capire fino a che punto possiamo arrivare, se cerchiamo di spingerci oltre o se semplicemente cediamo credendo che qualcuno in quel momento colga perfettamente il senso di tutto quello che sta accadendo e accolga il nostro stato d'animo, assecondando la voglia di indulgenza che forse cerchiamo.
Ma, signori miei, chi dovrebbe poter immaginare tutto quello che ci si muove dentro? La voglia di essere sempre forti, la necessità di sentirsi sempre all'altezza di ogni situazione, di non commettere passi falsi e poi di crollare all'improvviso??????

Siamo molto più di un fiume in piena, mai che ci si capisca con chiarezza. Pretendiamo troppo da noi stesse, forse dagli altri.. o forse, più semplicemente non possiamo fare altrimenti che essere così, schiantarsi... per poi alzarsi nuovamente e ripartire.
Non credo che potremmo definirci meno vulnerabili, ma magari ancora un pochino più forti?

Dei versi in dono

Nuovi paesaggi. La vecchia te stessa. Sentirsi a casa.


from "Francesca Romana Smirne" to me.

Alessia

lunedì 7 dicembre 2009

Bè quando arriva il pezzo giusto nel momento giusto!

Avete mai avuto l'impressione che per ogni momento ci sia "il pezzo"? O anche che per ogni sentire ci sia una canzone che possa interpretare o stravolgere il nostro stato d'animo?
Alle volte la musica accompagna dei gesti quotidiani, abituali, ma in modo discreto...magari mentre facciamo la spesa, la radio in diffusione scorre come sottofondo e noi canticchiamo vagamente quello che capita. Ma ci sono delle volte in cui il pezzo diventa così calzante che si impone come fosse una prima attrice sulla propria scena. Non lascia spazio per nient'altro. Scandisce il passo, non ti permette di pensaro ad altro se non alla sensazione che provi nei pochi minuti in cui l'ascolti, ti fa ticchettare le dita sulla borsa in metro o portare il tempo con le ginocchia mentre attendi che scatti il verde con l'incredibile folla di pedoni che si accosta agli angoli delle strade. Massa di cui non ti senti parte; tutti diventano il contorno della tua scena, della scena che la tua musica sta scandendo. Bè quando arriva il pezzo giusto nel momento giusto..puoi ritrovarti ad immaginare un panorama che non c'è o ad arricciare il naso e scuotere il collo (proprio perchè non puoi lasciare andare le braccia come vorresti).
Vi è mai capitato di essere così emozionati per come un pezzo suona da dover abbassare lo sguardo per sorridere tra voi e voi??
Adoro l'attimo in cui quel pezzo si impone, divento incredibilmente leggera, tutto quello che devo fare è tenere quel ritmo e andare, guardo le persone con aria sicura (come spalleggiata da qualcosa di incredibilmente forte) e quando incontro lo sguardo di chi ascolta la propria musica e sorride mentre non riesce a tenere il collo che ondeggia e va...wow. E' così che incontro una persona estranea in un solo momento di complicità totale.. mi piace! Mi piace così tanto da cambiare il gusto della strada che percorro.

Il pezzo che ascolto ora? Se siete curiosi ascoltatelo tutto e tutto d'un fiato. "Urban solitude".Anouk.