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domenica 13 maggio 2012

Scegliere una canzone di domenica


A pensarci bene, un giorno per riposarsi dovrebbe essere il "minimo legale da assicurarsi ogni settimana", ma poi quando arriva la domenica non capisco perchè mi sembra sempre che sia così incredibilmente... lunga.

Anzi, no, vuota. Del tipo, vorrei fare qualcosa, ma cosa?

Una volta smaltite le pulizie, che quelle si fanno di domenica per definizione, faccio la lavatrice, stendo e poi lo shampo.
E ora? Che faccio? Il tempo è ritornato ad annuvolarsi ed il vento è agitato, quasi ad urarlo: "Non è il momento di una passeggiate di quelle lunghe con la musica nelle orecchie, come piacciono a te!"

E ok, metto lo smalto...mai stata così veloce... aspetto si asciughi! Fatto! 

Ascolto un pò di musica? Ma quello lo faccio sempre ed insomma, io oggi cerco qualcosa che dia più senso a questo tempo e mi ancori a quello che sento e succede, proprio ora. Ed è proprio questa strana tensione che rende la ricerca della canzone domenicale tanto speciale, così com'è, protesa ad attribuire un valore a quel mentre che succede tra la libertà del sabato e la frenesia del lunedì.

Un ascolto non è abbastanza, oggi ci vuole una scoperta: qualcosa da vivere, da ascoltare e riascoltare perchè il tempo passi senza che io me ne accorga mentre mi perdo a capire chissà cosa voleva dire l'autore e perchè. Mentre scopro me stessa sentire certe e quali cose dentro quei versi.

Nessuno si affaccia alla finestra semi aperta che staziona sempre ferma lì, di fronte la mia stanza e la ricerca diventa una vera e propria impresa: l'impresa domenicale

Vengo salvata in calcio d'angolo, da una chiamata inaspettata. Convers e pullover di lana che è ritornato il vento freddo, qualche risata e tante chiacchiere, la maggior parte inutili, per ritrovarsi poi a cantare sotto casa a squarciagola in compagnia, mentre i passanti lasciano fare, come fossero le comparse di un film.
Il film sulla domenica e su tutto quel tempo che sta nel "mentre", tra quello che è già stato mettendoci dentro ciò per cui ci sentiamo in un certo, personalissimo modo, e tutto quello che sta per succedere domani

A me non resta che metterci del mio, partendo proprio da me e da tutte le canzoni cantate a squarciagola in una strada semivuota durante una serata fredda a Milano. 
La migliore scoperta che poteva arrivare a colmare la continua inquietudine.




domenica 24 luglio 2011

Amy

La prima volta che ho ascoltato Amy Winehouse, ne sono rimasta impressionata. Era il suo secondo Album "Back to black" , che ho consumato, e da lì a ritroso verso il primo "Frank" che ho apprezzato anche di più.

Non era tanto il timbro graffiato e corposo o lo swing assolutamente unico, quanto il fatto che fosse autenticamente diversa da tutto quello che il mercato ci propone e talvolta propina. Per quella sua naturale intensità e la capacità di trasformare rabbia e dolore in musica, necessità incontrollata e incontrollabile.

Come ogni anima veramente tormentata del soul che ritrova nella musica una possibilità, ma che non può redimersi attraverso la musica stessa.

Io me la ricordo così ....





domenica 21 febbraio 2010

sanremo è sanremo?

Ultima serata di Sanremo, era tantissimo che non mi capitava di guardarlo, ma stavolta ci si riunisce in tanti, tutti a casa di un amico per ascoltare, commentare, pronosticare. Ci definiamo come giuria e ci prestiamo ad ascoltare attentamente pezzo dopo pezzo prima di votare; naturalmente la scala considerata va dall'1 al 10 e non si esclude alcuna possibilità. I pezzi si susseguono e i nostri commenti li accompagnano. Ci sorprendiamo a riconoscere dei pezzi di qualità legati sopratutto ad alcune presenze femminili (stroncate da lì a breve!?!).
L'ondata di entusiasmo iniziale va però scemando pian piano e la stanza si spegne sempre più: volti increduli, ghigni di delusione, applausi per l'orchestra interrompono i sempre più lunghi momenti di silenzio. Non vorrei star qui a farvela troppo lunga, ma posso sintetizzarvi qualscosa per farvi capire cosa succedeva:

-Si continua a rimandare a tutti i prossimi e possibili programmi che saranno in onda sul palinsesto RAI.

-C'è una inadeguata parentesi politica con tanto di operai che raccontano delle loro esperienze.

-Bersani viene invitato a parlare, ma non riesce perchè è fischiato prima ancora che inizi. Il ministro Scaiola invece è continuamente incoraggiato con applausi, ma anche lui non ha ancora iniziato a parlare.

-Bersani viene "stordito" dalle contestazioni o non riesce a spiccicare 2 (dico 2) parole di senso compiuto.

-Pupo che canta con mento alto ai valori della famiglia, d'altronde le ama così tanto che ne ha due! Poi guarda "il principe" con aria triste e cantando loda il coraggio del partner di non essersi mai definito tra coloro che soffrono e si sacrificano. Si canta al valore prezioso della storia...ma poi Filiberto li ha presi quei 260 milioni che chiedeva come risarcimento alla repubblica oppure no?? Non ricordo troppo bene.Insomma la "saga della finzione" propinataci come fosse un sentimento genuino!

-Ci si accorge che probabilmente ormai la popolarità ottenuta attraverso la tv viene utilizzata anche per strappare applausi, ma sopratutto voti durante un festival della canzone.

-Il principe dopo aver ballato in prima serata e presentato un programma di grande popolarità ci riprova con il canto e chissà che il prossimo progetto non sia cinematografico!

-Pare si stia assistendo all'ultima saga, l'ultimo reality: Amici contro Xfactor. E con loro si scatena il popolo del televoto!

In tutto ciò mi domando ... dov'è la musica? C'è spazio per gli innumerevoli artisti italiani al festival della canzone italiana?
...CHE AMAREZZA!

lunedì 7 dicembre 2009

Bè quando arriva il pezzo giusto nel momento giusto!

Avete mai avuto l'impressione che per ogni momento ci sia "il pezzo"? O anche che per ogni sentire ci sia una canzone che possa interpretare o stravolgere il nostro stato d'animo?
Alle volte la musica accompagna dei gesti quotidiani, abituali, ma in modo discreto...magari mentre facciamo la spesa, la radio in diffusione scorre come sottofondo e noi canticchiamo vagamente quello che capita. Ma ci sono delle volte in cui il pezzo diventa così calzante che si impone come fosse una prima attrice sulla propria scena. Non lascia spazio per nient'altro. Scandisce il passo, non ti permette di pensaro ad altro se non alla sensazione che provi nei pochi minuti in cui l'ascolti, ti fa ticchettare le dita sulla borsa in metro o portare il tempo con le ginocchia mentre attendi che scatti il verde con l'incredibile folla di pedoni che si accosta agli angoli delle strade. Massa di cui non ti senti parte; tutti diventano il contorno della tua scena, della scena che la tua musica sta scandendo. Bè quando arriva il pezzo giusto nel momento giusto..puoi ritrovarti ad immaginare un panorama che non c'è o ad arricciare il naso e scuotere il collo (proprio perchè non puoi lasciare andare le braccia come vorresti).
Vi è mai capitato di essere così emozionati per come un pezzo suona da dover abbassare lo sguardo per sorridere tra voi e voi??
Adoro l'attimo in cui quel pezzo si impone, divento incredibilmente leggera, tutto quello che devo fare è tenere quel ritmo e andare, guardo le persone con aria sicura (come spalleggiata da qualcosa di incredibilmente forte) e quando incontro lo sguardo di chi ascolta la propria musica e sorride mentre non riesce a tenere il collo che ondeggia e va...wow. E' così che incontro una persona estranea in un solo momento di complicità totale.. mi piace! Mi piace così tanto da cambiare il gusto della strada che percorro.

Il pezzo che ascolto ora? Se siete curiosi ascoltatelo tutto e tutto d'un fiato. "Urban solitude".Anouk.