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Detta anche Jack. Insolito, ma vero.
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domenica 4 marzo 2012

Il viaggio in treno

Sono su un treno che viaggia veloce, nella mia fortunata carrozza numero 7.


Le persone sui treni son belle da guardare perchè hanno la faccia che somiglia alla loro storia e al loro viaggio. Anche i loro vestiti dicono tanto, c'è la signora elegante che rientra a casa, ma ha lo smalto perfettamente intatto e gli orecchini in tono con il twin-set, sembra non essersi sgualcita dalla sua partenza ad ora; il professore con le chiavi appese alla cintura e tanti doc da consultare, il maglioncino sgualcito e la barba. Secondo me insegna informatica o anche chimica. La coppia di ragazzi accanto a me che si diverte giocando a monopoli su iPad, sono felici, non mentono ... si capisce subito. L'uomo che si agita al telefono in corridoio parla con il suo amante, mi ha stretto il cuore ascoltarlo.


Poi c'è il mio nuovo libro che mi guarda dal tavolinetto perchè impaziente di essere sfogliato, ma proprio non riesco a resistere alla tentazione di passare il tempo fissando il mondo fuori dal finestrino, con la musica forte nelle orecchie. 

Mi piace perchè dal treno, il fuori sembra tutto bello, nonostante la luce bianca di questa 3° classe che appiattisce i colori e stanca gli occhi. Io tengo sempre gli occhiali scuri, qualcuno penserà che son cieca.

Uh guarda, c'è l'omino che mi chiede se prenotare per la cena, chissà come faranno a cucinare in un posto tanto stretto senza diventar matti! - mi chiedo io -. 

Naturalmente gli dico di no, sorridendo. Lui ricambia il sorriso con gli occhi.
Credo abbia apprezzato la mia gentilezza.
Credo che la gente migliore apprezzi sempre la gentilezza.
 
Che strane le domeniche di partenza, son domeniche solo a metà. Non c'è tempo per il caffè nè per il thè con le amiche ... ed è tutta una corsa su un binario che già sai dove ti porterà, pero devo ammettere, bella la magia del credere che possano portarti in un posto speciale. Nel posto in cui per qualche incomprensibile dinamica cosmica tu ti sia trovata ad "approdare" e che abbia "bisogno" che tu lasci un po' del tuo sapore in giro.
 

Ma è l'arrivo il momento che preferisco, quando come una bambina impaziente, corro ai taxi e fremo per salire sul "mio". È un lusso che mi piace concedermi qualche volta, perchè guardare la città di sera da un taxi mi riempie gli occhi di vita e parlare con uno sconosciuto che probabilmente non rivedrò mai più, può rivelarsi incredibilmente interessante.
Ho scoperto che la saggezza popolare dei taxisti è fenomenale.


Proprio quello che mi ci vuole perchè la mia mezza domenica abbia un po' il sapore che vorrei.

 

domenica 1 gennaio 2012

L'anno che verrà (cantava Dalla)



Sul treno per Milano il primo giorno dell'anno non è proprio come essere a casa accanto al caminetto mangiando castagne, ma certo si vede un sacco di gente.
Le cuffiette e gli occhiali scuri, perchè confesso di partire con una voglia di socialità che è ben al di sotto dello zero. Anche la voce del capotreno che si cimenta in una performance d'inglese poco riuscita risulta irritante. E bè, quando è così, è così...pazienza!

Vorrei mettere in fila i buoni propositi per il prossimo anno, ma probabilmente diventerebbero un'altra check list da fleggare. Evitiamo. D'altronde si prova a dare sempre il massimo e quello che si raccoglie non è sempre in pareggio.

Allora io faccio così: vi dico solo cosa son certa ci sarà nel mio 2012.... di propositi pochi, di progetti qualcuno (ma la tradizione campana la dice lunga sul non svelare i dettagli per ogni progetto che si rispetti!).

Per il resto...

Ci saranno canzoni del venerdì da venir voglia di ballare, le mie insicurezze e il mio pragmatismo, le risate fragorose. Qualche piano di riserva, la settimana enigmistica e il giornale da sfogliare il sabato. I pranzi della domenica, i pasitos di Chiara, i pasticci con la farina e il forno per gli amici, il vino sempre in tavola, un pizzico di cinismo e una buona dose di sarcasmo (a sto giro il buonismo lasciamolo a casa). I lunghi discorsi sullo sgabbello della cucina, i tentativi di capire cose nuove e di impararne alcune, quelle da disimparare le ho già segnate! Più coraggio, qualche "pensiero fuga", tanti angoli ancora da esplorare, la voglia di viaggiare e di avere tempo per me. I libri di Virginia, l'intraprendenza di Giovanni e il naso che punta sempre verso il cielo. Il mio caffè americano e le troppe agende sparse in borsa.

Tutto questo e certamente qualcosa in più che mi auguro sia ancora da scoprire. Tutto con la stessa faccia, quella che non ho mai potuto fare a meno di metterci.


"L'anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando è questa la novità".


Buon anno a tutti!