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Detta anche Jack. Insolito, ma vero.
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mercoledì 24 ottobre 2012

La porta blu

Non so voi, ma io credo che le immagini abbiano un'incredibile capacità di esprimere idee e concetti che altrimenti se ne starebbero assolutamente muti. Sprecati.

Quando poi arrivano inattese, in un momento in cui certi giorni sembrano così lontani da essere diventati ricordi piccoli piccoli, allora il volume del messaggio si amplifica in modo tanto forte da fare eco nella testa.

E così è bastata una porta, la mia porta, a riportarmi a giorni di timore, insicurezza e grande libertà. Perché poi liberi ci si nasce, è una condizione che si ha dentro e che non smette mai di essere. Certo può capitare che tutto "l'intorno" cambi, ma basta riconoscersi per sentire che c'è.

E la mia porta era blu, un po' dissestata, ma bellissima, ve lo assicuro.



Quando me la sono chiusa alle spalle per la prima volta era notte fonda, pioveva, la valigia, come il solito, era troppo pesante e correvo il rischio di rimanere per strada sul serio.

Ed è stato così tutto il tempo: un rischio. Ho sempre lasciato dietro quella porta e chiuso fuori paure, tensioni ed insicurezze. Un po' tutti i giorni. Dal primo all'ultimo passo, con ironia, caparbietà e incoscienza probabilmente.

Ogni giorno ho creduto di non essere all'altezza del passo successivo, ho pensato di non riuscire ad andare avanti, ogni giorni ho dubitato di volermi mettere in gioco.
Sono brava a schivare i colpi io, lo ammetto.
Giorno per giorno ho scelto di sfidare quei limiti, senza alcuna certezza del risultato. 

Ora ricordo la vista dalla mia finestra durante il mio ultimo caffè londinese e ancora di più, la mia porta blu, dissestata di sicuro, ma bellissima, ve lo assicuro.






domenica 6 marzo 2011

Drinking a black coffee on my last Sunday in London

E' domenica, trovo 10 minuti per pensare, mentre bevo il mio caffè lungo. Confesso di aver imparato ad apprezzare il tempo che ci vuole per finire un caffè "americano" o anche il classico english tea, proprio perchè mi costringe a rallentare.

Il cielo è di un colore strano, non proprio grigio, più chiaro in realtà. Ma certo si fatica ad intravedere anche solo una minima striatura di blu, è omogeneo, uniforme. Londra sembra dipinta sulla solita tela bianca.

Credo che stamattina, in questo silenzio, io stia davvero realizzando tutto quello che succede. La mia camera somiglia ad un campo di battaglia, sono circondata da valigie e scatoloni, ma è stato tutto talmente veloce e frenetico che non credo di averlo messo realmente a fuoco fino ad ora. Lasciare Londra non sarà una cosa semplice. In fondo lo intuivo, ma è come ammetterlo a me stessa mentre guardo fuori la mia finestra e fatico a tirar via lo sguardo come per catturare l'immagine che vedo nel modo più indelebile possibile.

E' faticoso trovare un ordine chiaro da dare ai tanti pensieri per spiegare quello che ti da una città come questa, la stessa esperienza di sfidare se stessi provando a trovare uno spazio su misura personale in tanto largo. E io, del resto, non potrei descriverla come l'amore della mia vita, quello grande, forse unico, che aspetti da sempre e riconosci a prima vista. Ma non posso negare che sia stata una di quelle storie inaspettate e forti, fatte di passione e pazienza, di incontro e scontro che finendo ti lasciano completamente diversa rispetto a ciò che eri prima.

Londra è stata proprio così per me. Sono arrivata con assoluta incoscienza, solo per guardarmi intorno, senza alcuna certezza, in un momento in cui non avrei saputo dare grande significato ad altri gesti e mi ha aiutato a capire chi sono, costringendomi a stare con me stessa così a lungo da farmi capire quanto sia importante il coraggio di scegliere. Ho fatto un percorso pieno di interrogativi che ho lasciato maturare liberamente, senza la fretta di dover trovare la risposta giusta nel minor tempo possibile e, nel frattempo, imparavo a godere di ognuna delle semplici cose che incontravo camminando. Ogni persona, ogni storia (e quante!), ogni possibilità, ma anche ogni sconfitta. Ho vissuto ogni giorno di ciò che capitava, ho dovuto imparare che non tutto riesce sempre bene, ma che l'unica possibilità reale è affrontare le cose con la stessa curiosità e voglia oltre i propri fallimenti, oltre la vergogna alle volte. Ridere di se sessi è un'arma incredibile. Forse l'unica che ci offre una seconda possibilità.

Questo anno e mezzo è volato, eppure mi sembra sia durato almeno il doppio tante sono le cose che mi ha lasciato. Mi ha tirato fuori dalle mie stesse abitudini, mi ha costretto a modellarmi rispetto ad una vita diversa, nuova, piena. Come reinventata nella scoperta di mille nuovi aspetti di me e di tante nuove consapevolezze che non immaginavo di poter raggiungere con tanta serenità. E' che alle volte abbiamo troppa poca pazienza e troppe pretese.

Dimenticandoci di dover mettere al centro noi stessi, lasciamo che le cose scorrano intorno senza sentirle. Ecco, si, questa città mi ha costretto a mettere al centro me stessa senza troppi giri di parole, mi ha costretta a vivere di semplicità, a non pensare troppo a lungo, a non sprecare tempo e opportunità.

Mi ha aperto davvero gli occhi sul mondo, offrendomi un assaggio di vita. Uno di quelli che ti fanno sentire la fame vera, venire il brucolio allo stomaco, che ti rendono davvero pronta per sederti a tavola. Un antipasto insomma.

Il migliore che io abbia mai assaggiato.


lunedì 14 dicembre 2009

I miei primi passi


Gli ultimi due giorni li ho trascorsi praticamente rintanata in casa, impigrita e un pò annoiata. Ormai ancora un altro giorno e sarò di rientro in Italia per Natale.
Ma stasera, preparando la valigia... nella mia stanza, mi sono accorta che sono trascorse già poco più di 3 settimane da quando sono approdata qui e non ho dubbi!La prima immagine di Londra che mi viene in mente se chiudo gli occhi è quella della strada. Ho camminato tantissimo tra la folla che riempie le corsie. I primi colori che mi vengono in mente sono quelli delle insegne e dei tantissimi volti che popolano questa città. Il primo odore è quello forte di carne fuori i ristoranti indiani o turchi. Il primo profumo e il primo sapore sono quelli del caffè! Eh si...ho questo "neo"!Campana con una strana passione: il caffè lungo, lunghissimo... insomma il cosidetto americano!
Bè...le strade popolose di questa incredibile metropoli in cui convergono tradizione e modernità mi piacciono. Mi piacciono perchè ospitano i passi di innumerevoli e differenti persone, istinti, desideri, storie e volti completamente estranei che diventano popolo su questi marciapiedi.
E ho iniziato solo ora a camminare.

sabato 5 dicembre 2009

La mia giornata è iniziata così

Stamattina mi sembra che tutto possa girare bene. Solitamente la mattina, se c'è il sole, mi sento così.
Mi siedo "comodamente" sul vecchio sgabello, sorseggio il mio caffè e vi scrivo delle cose che è da un pò che mi girano per la mente. Innanzitutto, ognuna delle cose che troverete scritte qui sono frutto della mia esperienza personale o del mio giudizo, è per questo che vi invito ad entrare nella mia stanza, perchè vi racconto, attraverso ciò che penso, della mia realtà e spero che in qualche modo possa farvi venir voglia di dire la vostra.
Io sono una normalissima ragazza di 25 anni, studentessa in comunicazione...ops...questa mi sfugge sempre!!!!Neo laureata in comunicazione! Con tanto di congratulazioni, pacca sulla spalla, auguri e quant'altro, e ora come ora, cerco di capire quale strada potrebbe farmi meglio o forse potrebbe recarmi meno danno!Considerato che l'università ti prepara per un mondo in cui internet pare essere appena arrivato e in realtà...basta approfondire un pò l'argomento, o passeggiare un pò in rete come facciamo tutti per capire che internet è un bel pezzo avanti! Cavolo eppure l'università in Italia ci mette 5 anni, dico 5 anni, per spiegarti sempre le solite cose, con i soliti mezzi.. e ti fa fare 2 tesi di laurea. Signori DUE! Ammetto che nell'immediato il post laurea abbia amplificato tutte le mie domande e i miei dubbi, ma poi la voglia di sapere, la curiosità, l'interesse che mi hanno sempre stimolato nell'affrontare tutto il percorso accademico mi ha letteralmente spinta in avanti... e poi c'è di fatto che di rassegnarmi ad un Paese "in decadenza" e ad un settore in crisi (o con più delicatezza con necessità di forti rivisitazioni) proprio NON MI VA!
Parlerò di tutto questo, del modo in cui ognuna di queste cose mi abbia cambiato la vita e un pò più anche di me.
A proposito... sono campana, mi sono laureata a Perugia, ma in questo momento vi scrivo e abito a Londra. Nomade?
Buona giornata a tutti
Alessia