Negli ultimi giorni sono continuamente di corsa, ma certi pensieri non smettono mai di ronzare nella testa.
E' arrivato il giorno dell'anniversario della morte di Giovanni Falcone e mi sono fatta delle domande: quanta strada è stata fatta da allora? Tutto il percorso di quest'uomo cosa ha insegnato all'Italia, ci sono ancora compromessi a cui siamo disposti a cedere?
Poi è arrivato il brevissimo ringraziamento di Elio Germano al Festival di Cannes che per un breve momento è riuscito a rappresentre un'Italia diversa dalla solita. Elio ha proprio la faccia del bravo ragazzo italiano, di uno di quelli "normali" intendo, che continua tutti i giorni a perservare, che fa quello che deve, insomma uno di quelli che ci mette la faccia e ha il coraggio di dire le cose che pensa. Oltretutto lo fa con una semplicità sorprendente e quasi etusiasmante.
Sarà che ci stiamo abituando alle cose troppo gonfiate? Sarà che ormai siamo abituati a sentire troppe parole, discorsi contorti, molto spesso inconcludenti se non addirittura vuoti. E facendo il punto della situazione quasi divento sospettosa ... pare che noi italiani siamo affetti da una strana patologia: non amiamo essere messi in discussione, ci arrocchiamo alle nostre scelte e difendiamo quello che tendiamo a preferire perchè "non possiamo ammettere di non aver avuto ragione". Perchè l'unica cosa che ci interessa è difendere la "parte che noi abbiamo scelto". Eppure così facendo si rischia di perdere di vista la sostanza per rimanere impigliati nella forma.
Tutto quello che ci gira intorno credo sia vano ormai, il punto è questo ... gli italiani non hanno voglia di pretendere per la fiducia che offrono, preferiscono giustificare le loro scelte piuttosto che chiedere di più e meglio in funzione di qualcosa che dovrebbe essergli dovuta.
Gli italiani preferiscono nascondersi dietro una bandiera e trovare qualcun altro su cui puntare il dito perchè quando si ha qualcuno da accusare di qualcosa ci si sente più leggeri ... e si distrae il pubblico.
Se tutto questo sia a discapito degli italiani stessi.. non importa a nessuno! L'importante è rimanere ben coperti dietro la propria bandiera e difenderne il valore come fosse lo stemma di un nobile casato, anche quando siamo costretti a servirci delle briciole.
Non c'è bandiera che tenga, non c'è colore che valga il volto di qualcuno con cui si può condividere un'idea, con il coraggio e la semplicità di aprirsi a chiunque altro possa meritare ciò che speriamo per noi stessi. Non c'è possibilità migliore che ASCOLTARE, cercare di attribuire valore alle persone per le idee che esprimono, per il coraggio di tentare e la lealtà di guardare al proprio percorso in modo trasparente.
Pare che in Italia pochi ne siano ancora capaci, ognuno ha un'accusa pronta per l'altro, ma nessuno è disposto ad ascoltare.
Stamattina mi sono ritornati alla mente i versi di una bellissima canzone di Gaber che dice così:
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Ho ricordato lunghe chiacchierate fatte con tanti che non la pensavano come me, il piacere di trovare un luogo di confronto, il gusto vivo che mi da ragionare su qualcosa, dire la mia per aspettare che l'altro dica. Imparare qualcosa di nuovo, cambiare eventualmente opinione.
Partecipare è una grande possibilità, è l'unica vera possibilità che ci rende liberi. Non lasciate mai che qualcuno vi dica chi sono i buoni e chi i cattivi, chi vale la pena di ascoltare e chi no. Non lasciate mai che dei volti siano appiattiti nel colore di una bandiera, abbiate il piacere di condividere le vostre idee. Non abbiate paura di essere contraddetti, ma piuttosto provate a godere del piacere di poter cambiare opinione qualche volta, aiuta a crescere. Non lasciate che qualcuno che non siate voi vi dica su chi puntare il dito e chi benedire. Siate pronti a partecipare, tutti i giorni, a mettervi in discussione... non c'è nulla da perdere!
Solo tanto rispetto da guadagnare prima di tutto verso se stessi.
mercoledì 26 maggio 2010
martedì 13 aprile 2010
martedì 30 marzo 2010
"Lettera a Sodoma"
Ho solcato la maturità con un’incredibile e probabilmente ingenua voglia di andare via da casa, ma non sapevo davvero cosa potesse significare. Tanta voglia di scoprire cosa d’altro ci fosse da vivere e pochissima paura di poter sbagliare mi spingevano a cercare una dimensione nuova, io mi limitavo a rispondere ad un richiamo. Come se avessi dovuto assolvere ad un importante compito per la mia vita. Un’incoscienza dettata dalla curiosità e da quella che io amo definire “sana leggerezza”; quel sentimento che alle volte ci guida istintivamente verso scelte più o meno importanti e ci ricorda che bisogna imparare a non prendersi troppo sul serio.
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| Copyright Salvatore Marcello |
Avevo nella mente una confusa bozza in bianco e nero, nulla di più, e non mi importava sapere se, poco a poco, fosse stata colorata o quali colori avrebbero potuto darle forma e significato. Non c’erano aspettative, solo curiosità e la sottile insinuazione che forse altrove il mondo poteva essere diverso da quello che conoscevo.
La consapevolezza è arrivata più tardi. E’ cresciuta di pari passo con l’amarezza.
Mi è bastato cambiare città per accorgermi che il mondo non è sempre uguale a se stesso, che ognuno di noi porta con sé un pezzetto di storia e una fetta del posto da cui parte, ma poi si definisce anche in funzione di ciò che lo circonda. Così ho scoperto che il mondo intorno a me poteva essere quello che io volevo che fosse o almeno il posto in cui io potevo essere me stessa, senza dover chiedere il permesso, senza la rabbia data dal fatto che costruire in un posto in cui tutto viene distrutto significhi giocarsi la propria vita alla roulette, senza la paura che questa rabbia un giorno potesse diventare rassegnazione. Senza l’angoscia di dover rinunciare a me stessa. E forse questo è il centro di tutto, lo è stato per me almeno. Io sono sempre stata io, non mi hanno cambiata i luoghi in cui ho vissuto, piuttosto le persone e gli incontri.
Con gli anni è aumentata la forza di camminare, eppure la nostalgia non mi ha mai abbandonata. E’ strano da spiegare, ma è come essere costretti tra due lame. Da una parte ci sono i miei luoghi, quelli che mi hanno dato un nome, mi hanno infilato nelle orecchie il rumore delle onde, mi hanno regalato un’imprevedibile e cinica ironia, una fragorosa risata e un’insana prerogativa nell’attitudine a gesticolare. Sono luoghi che conservano tradizioni preziose e abitudini uniche. Dall’altra parte, però, ci sono io, la voglia di trasparenza, la voglia di poter fare, di andare avanti e di non sentirsi legati ad un mondo che preferisce affondare piuttosto che guardare in faccia la realtà, la voglia di crescere, di discutere, di confrontarsi con il futuro ed eventualmente anche di mettersi in gioco per cambiare. Nel mio caso le due strade sembrano non incrociarsi mai.
Mi capita di raccontare del posto da cui provengo accorgendomi che le contraddizioni di cui è fatto lasciano gli ascoltatori addirittura confusi. Mi concedo dettagli legati alla “dimensione socio-culturale” o al difficile rapporto tra “Stato e cittadinanza” per finire spesso impelagata in discorsi che tanti faticano a capire e altri preferiscono evitare; discorsi che non trovano “colpevoli” e magari non intendono farlo, ma inevitabilmente definiscono troppi complici.
La distanza non mi ha mai allontanato da quei luoghi, ma mi permette di avere una prospettiva. Mi permette di avere una possibilità: la “mia” possibilità. La voglia di voltarsi mi accompagna fedelmente nel viaggio, ma il timore di rimanere incastrata in un mondo che disegna un circolo chiuso, che si sazia di sé stesso e non ha spazio per me è più forte.
Ogni giorno costruisco un nuovo pezzetto di me e porto un po’ dei “miei” luoghi nel mondo, non è sempre facile, ma va bene così.
La mia terra è un luogo che molti definiscono “difficile”, che io considero complesso. Complicato da spiegarsi e ancora più da comprendersi se non ne conosci gli odori e i colori. E’ un luogo in cui la gente si confonde, in cui la cultura ha profonde radici, ma spesso perde la memoria. Ti da tanto, ma non ti permette di viverlo. La mia terra mi ha dato un nome, ma il mio volto le somiglia solo in parte e non voglio che la mia vita ne subisca la sorte.
giovedì 25 marzo 2010
Capita in Italia
Dal Giornale di stamattina, articolo dal titolo: "La strana campagna elettorale di Fini. Da 3 mesi parla solo come l'anti-Silvio."
"Il segno - è la lettura di tutto l’entourage del Cavaliere - che ormai i due sono su strade troppo diverse. E che il presidente della Camera - chiosa il vicecapogruppo a Montecitorio del Pdl Osvaldo Napoli - ragiona con una «prospettiva diversa» e guardando «ad altro»."
Ancora non possono, ma secondo me tra un pò gli daranno del comunista!
"Il segno - è la lettura di tutto l’entourage del Cavaliere - che ormai i due sono su strade troppo diverse. E che il presidente della Camera - chiosa il vicecapogruppo a Montecitorio del Pdl Osvaldo Napoli - ragiona con una «prospettiva diversa» e guardando «ad altro»."
Ancora non possono, ma secondo me tra un pò gli daranno del comunista!
domenica 7 marzo 2010
quasi quasi mi viene voglia di smettere di pensare...
Come avrete ormai capito in tanti io mi trovo a Londra... da qui cerco di seguire quello che accade in Italia curiosamente, aiutata dalla distanza che mi convinco possa sostenermi in una visione più lucida e forse meno passionale (diciamo pure meno tesa all'incazzatura) di ciò che accade nel nostro Bel-Paese!
Alle volte l'eco di quello che accade è così forte da arrivare a me senza che sia io a cercare info dettagliate e particolari; per farla corta: certi fatti parlano da soli!
Quello che sta accadendo in questi giorni ha un potere incredibile su di me, mi lascia senza parole... incredibile!!!
Ma... ho comunque qualcosa da rigirarvi e spero possiate comprenderne il senso. Insomma, a me è arrivato fortissimo, spero accada anche per voi leggendo questo post
Presente la teoria delle finestre rotte???
Alessia
Alle volte l'eco di quello che accade è così forte da arrivare a me senza che sia io a cercare info dettagliate e particolari; per farla corta: certi fatti parlano da soli!
Quello che sta accadendo in questi giorni ha un potere incredibile su di me, mi lascia senza parole... incredibile!!!
Ma... ho comunque qualcosa da rigirarvi e spero possiate comprenderne il senso. Insomma, a me è arrivato fortissimo, spero accada anche per voi leggendo questo post
Presente la teoria delle finestre rotte???
Alessia
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sabato 6 marzo 2010
Primi passi nel mese di marzo
Finalmente stasera ritrovo il gusto di rientrare in casa lasciando il freddo fuori, accomodarmi nei vestiti "da casa", godermi la luce bassa della mia camera e la voglia di scrivere. Tengo la tv accesa in sottofondo perchè mi autoconvinco che oggi posso capire qualcosa di più di quello che capivo ieri!!!!
Ho avuto una settimana frenetica, piena! Quasi mi sembrava di non riuscire a starle dietro, ho fatto tante cose e tante altre le ho rimandate, ma ...mi è piaciuta! Mi è piaciuta perchè mi ha permesso di rimettere il naso nel mondo dopo che sono rimasta ferma in un angolo senza muovermi; come in attesa del momento giusto in cui ritrovare la voglia di camminare (alibi perfetto!).
Questa settimana è arrivata e mi ha rimesso sottosopra, mi ha svegliato dal torpore invernale, mi ha costretto a stare in giro anche con il vento freddo permettendomi così di cogliere il piacere di trovare un angolo assolato su un marciapiede all'ombra.
E' arrivata senza bussare, non mi ha chiesto il permesso... ma stasera ho voglia di appuntarmi di tutte le cose che non sono riuscita a fare o a dire in questi giorni perchè mi è ritornata la voglia di crederci.
Questa settimana mi lascia la voglia di scrollarmi dalle spalle l'inverno e la forza di guardare al grigio e sentire che posso essere più forte io, anche se qualche volta devi solo piangere per sentirti un pò più leggera.
Ho qualcosa da dire e non ho intenzione di starmente zitta, in un angolo, ad aspettare...
Ho avuto una settimana frenetica, piena! Quasi mi sembrava di non riuscire a starle dietro, ho fatto tante cose e tante altre le ho rimandate, ma ...mi è piaciuta! Mi è piaciuta perchè mi ha permesso di rimettere il naso nel mondo dopo che sono rimasta ferma in un angolo senza muovermi; come in attesa del momento giusto in cui ritrovare la voglia di camminare (alibi perfetto!).
Questa settimana è arrivata e mi ha rimesso sottosopra, mi ha svegliato dal torpore invernale, mi ha costretto a stare in giro anche con il vento freddo permettendomi così di cogliere il piacere di trovare un angolo assolato su un marciapiede all'ombra.
E' arrivata senza bussare, non mi ha chiesto il permesso... ma stasera ho voglia di appuntarmi di tutte le cose che non sono riuscita a fare o a dire in questi giorni perchè mi è ritornata la voglia di crederci.
Questa settimana mi lascia la voglia di scrollarmi dalle spalle l'inverno e la forza di guardare al grigio e sentire che posso essere più forte io, anche se qualche volta devi solo piangere per sentirti un pò più leggera.
Ho qualcosa da dire e non ho intenzione di starmente zitta, in un angolo, ad aspettare...
domenica 21 febbraio 2010
sanremo è sanremo?
Ultima serata di Sanremo, era tantissimo che non mi capitava di guardarlo, ma stavolta ci si riunisce in tanti, tutti a casa di un amico per ascoltare, commentare, pronosticare. Ci definiamo come giuria e ci prestiamo ad ascoltare attentamente pezzo dopo pezzo prima di votare; naturalmente la scala considerata va dall'1 al 10 e non si esclude alcuna possibilità. I pezzi si susseguono e i nostri commenti li accompagnano. Ci sorprendiamo a riconoscere dei pezzi di qualità legati sopratutto ad alcune presenze femminili (stroncate da lì a breve!?!).
L'ondata di entusiasmo iniziale va però scemando pian piano e la stanza si spegne sempre più: volti increduli, ghigni di delusione, applausi per l'orchestra interrompono i sempre più lunghi momenti di silenzio. Non vorrei star qui a farvela troppo lunga, ma posso sintetizzarvi qualscosa per farvi capire cosa succedeva:
-Si continua a rimandare a tutti i prossimi e possibili programmi che saranno in onda sul palinsesto RAI.
-C'è una inadeguata parentesi politica con tanto di operai che raccontano delle loro esperienze.
-Bersani viene invitato a parlare, ma non riesce perchè è fischiato prima ancora che inizi. Il ministro Scaiola invece è continuamente incoraggiato con applausi, ma anche lui non ha ancora iniziato a parlare.
-Bersani viene "stordito" dalle contestazioni o non riesce a spiccicare 2 (dico 2) parole di senso compiuto.
-Pupo che canta con mento alto ai valori della famiglia, d'altronde le ama così tanto che ne ha due! Poi guarda "il principe" con aria triste e cantando loda il coraggio del partner di non essersi mai definito tra coloro che soffrono e si sacrificano. Si canta al valore prezioso della storia...ma poi Filiberto li ha presi quei 260 milioni che chiedeva come risarcimento alla repubblica oppure no?? Non ricordo troppo bene.Insomma la "saga della finzione" propinataci come fosse un sentimento genuino!
-Ci si accorge che probabilmente ormai la popolarità ottenuta attraverso la tv viene utilizzata anche per strappare applausi, ma sopratutto voti durante un festival della canzone.
-Il principe dopo aver ballato in prima serata e presentato un programma di grande popolarità ci riprova con il canto e chissà che il prossimo progetto non sia cinematografico!
-Pare si stia assistendo all'ultima saga, l'ultimo reality: Amici contro Xfactor. E con loro si scatena il popolo del televoto!
In tutto ciò mi domando ... dov'è la musica? C'è spazio per gli innumerevoli artisti italiani al festival della canzone italiana?
...CHE AMAREZZA!
L'ondata di entusiasmo iniziale va però scemando pian piano e la stanza si spegne sempre più: volti increduli, ghigni di delusione, applausi per l'orchestra interrompono i sempre più lunghi momenti di silenzio. Non vorrei star qui a farvela troppo lunga, ma posso sintetizzarvi qualscosa per farvi capire cosa succedeva:
-Si continua a rimandare a tutti i prossimi e possibili programmi che saranno in onda sul palinsesto RAI.
-C'è una inadeguata parentesi politica con tanto di operai che raccontano delle loro esperienze.
-Bersani viene invitato a parlare, ma non riesce perchè è fischiato prima ancora che inizi. Il ministro Scaiola invece è continuamente incoraggiato con applausi, ma anche lui non ha ancora iniziato a parlare.
-Bersani viene "stordito" dalle contestazioni o non riesce a spiccicare 2 (dico 2) parole di senso compiuto.
-Pupo che canta con mento alto ai valori della famiglia, d'altronde le ama così tanto che ne ha due! Poi guarda "il principe" con aria triste e cantando loda il coraggio del partner di non essersi mai definito tra coloro che soffrono e si sacrificano. Si canta al valore prezioso della storia...ma poi Filiberto li ha presi quei 260 milioni che chiedeva come risarcimento alla repubblica oppure no?? Non ricordo troppo bene.Insomma la "saga della finzione" propinataci come fosse un sentimento genuino!
-Ci si accorge che probabilmente ormai la popolarità ottenuta attraverso la tv viene utilizzata anche per strappare applausi, ma sopratutto voti durante un festival della canzone.
-Il principe dopo aver ballato in prima serata e presentato un programma di grande popolarità ci riprova con il canto e chissà che il prossimo progetto non sia cinematografico!
-Pare si stia assistendo all'ultima saga, l'ultimo reality: Amici contro Xfactor. E con loro si scatena il popolo del televoto!
In tutto ciò mi domando ... dov'è la musica? C'è spazio per gli innumerevoli artisti italiani al festival della canzone italiana?
...CHE AMAREZZA!
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