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Detta anche Jack. Insolito, ma vero.

martedì 18 gennaio 2011

Cenerentola e il gossip

Altro che Pretty Woman e la storia di un affascinante principe azzuro che arriva per risollevare la moderna cenerentola da una condizione di miseria.

Qui siamo al post moderno!!! Siamo decisamente avanti e le nuove "cenerentole" chiedono molto di piu' in cambio del silenzio. Commettono ancora piccoli errori pero', amano spettegolare con le amiche. A parte la nostalgia per i vecchi sogni d'amore, in questo caso forse, sarebbe stato meglio ritrovarsi con un paio di maligne sorellastre!

Il declino di un'illusione

Silvio non avrebbe mai creduto di poter essere preso in giro dalle dolci ed ingenue ragazzine con cui riusciva a regalrsi un po' di riposo. Insomma, queste giovanissime ragazze che spendono serate intere e, quando fortunate, nottate partecipando al gioco dell'adulazione e dell'intrattenimento del "vecchio", in fondo, cosa chiedono in cambio quando possono ottenere il piacere di passare una serata in compagnia di uomo di tale "statura"??

Quello per cui lavorano: denaro! E data la malleabilita' (incosciente direi) e le possibilita' del sultano di turno, perche' non chiedere di piu' ed alzare la posta? E allora l'ambizione cresce, ci si informa su quanto sia stata pagata l'una o l'altra, si chiede un'assicurazione sulla vita "Cosi' stiamo apposto per sempre" confida qualcuna; o si aspira ad un introito fisso, giusto per arrivare a fine mese: "Dai mi rimangono solo mille euro devo fare cassa per forza anche se la vedo buia in questo week end". E c'e' anche chi, responsabilmente, gli riconosce una funzione: "Papi, e' la nostra fonte di lucro".

Insomma, il mercato del lavoro e' quello che e' in Italia ultimamente, e lui, si prodigava in cambio di affetto.
Credo che con la possibilita' di essere accusato di qualche reato abbia imparato a conviverci, ma chissa' se reggera' il colpo ora, scoprendo la vera natura delle sue amate "cortigiane".

giovedì 6 gennaio 2011

I Cattivissimi e il Signor B.

L'eroico Signor B. difende il pianeta dai cattivissimi!

Voi non li vedete, pensate loro non ci siano perche' si nascondono su barche lunghe lunghe, proprio come quelle dei SIGNORI PER BENE. Sono furbi loro, si travestono con 'pulloverini di cachemire' proprio come i SIGNORI PER BENE, ma nonostante i loro sforzi e la nostra ingenua cecita' il Signor B. e' sempre pronto a ricordarci come riconoscerli e sterminarli.

Lui si che e' un uomo coraggioso, uno che lotta per il Paese ogni giorno, resiste e combatte, evita addirittura le donne (che pur sappiano fargli gola parecchio) quando potrebbero aver contratto il gene della malvagita'.

Nonostante la lotta sia combattuta da lungo tempo, la stirpe non e'ancora stata eliminata e il Signor B. e' costretto ad affrontare oggi un nuovo, infame, terribile attacco: l'utilizzo degli 'androidi magistrati'. Mostri con poteri estremi, ma senza cervello, che su ordine dei grandi cattivissimi cercano di utilizzare i propri poteri per annientare il Signor B.

L'unico, grande ostacolo alla conquista del pianete e' la sconfitta del Signor B.

Dopo aver annientato il paladino dell'amore, i cattivissimi, potranno conquistare l'intero pianeta e portare a termine la distruzione di massa che da lungo covano e progettano.


Cosa accadra'? Riuscira' il Signor B. a sostenere la faticosa battaglia? Riuscira' a creare un esercito di coraggiosi, pronti a sostenere la sua illuminante causa?




Bene! Questa era la storiella del giorno, ora passiamo ad altro: cosa succede alla gente e alla politica in Italia oggi? C'e' qualcuno che ne sa qualcosa?



I fatti e i personaggi descritti in questo post sono di assoluta fantasia e non si riferiscono a fatti realmente esistenti.

sabato 18 dicembre 2010

Retropensieri

In questi ultimi giorni il tempo è stato davvero pocchissimo. Le giornate sono volate via tra impegni di lavoro, feste e pranzi prenatalizi (come se quelli natalizi non fossero abbastanza!), la ricerca dei regali e ritagli di tempo con gli amici. Tra le corse, tendo sempre un orecchio all'Italia e cerco il tempo per leggere di quello che sta accadendo, anche se non mi sembra mai di averne abbastanza. Quante, troppe cose, esplose in così poco tempo e quante reazioni, purtroppo prevedibili.
Cerco di mettere insieme i tasselli del puzzle e riesco a fatica, o forse meglio ammettere che non ci riesco affatto. Provo, quindi, a chiedermi che strada stiamo facendo, dove stiamo andando ed è qui che arrivano le risposte più deludenti. Quando incapace di mettere a fuoco quello che accade, provo a prendere le distanze per avere una visione di larga scala e cercare una strada maestra: è proprio qui che le domande diventano più chiare e le risposte sempre più preoccupanti.

Provo a tirare le somme...oggi abbiamo un governo partito con una maggioranza schiacciante che si ritrova a festeggiare perchè riesce a conservare 3 voti di vantaggio in parlamento. Chiaramente, in termini politici la cosa è grave tanto quanto una sconfitta e determina un immobilismo che l'Italia ora non può permettersi. Oltretutto, vanifica il sogno di un governo forte e pronto a cambiare le sorti di questo Paese verso una svolta liberale. Eppure, sembra che abbiano vinto il Campionato. Finalmente dimostrata la supremazia contro nemici e traditori. Vinto il premio più ambito alla pesca del paese. Portato a casa il risultato vincente, detengono il primato in classifica. E naturalmente non ci facciamo mancare i dettagli: le risse, il tifo, gli assonnati in panchina.
L'opposizione, dal canto suo, vive momenti di imbarazzante indecisione e inutili tensioni interne. Come nella posizione diametralmente opposta, vive di "citazioni del giorno", incapace di trovare una voce unica che accolga e sintetizzi i valori e le proposte interne. Essere i meno peggio non è certo una proposta allettante da offrire al Paese.

Al centro, c'è l'Italia. Che inizia a vivere la sopportazione con insofferenza. Che urla, cerca spazi per farsi notare, come a rincorrere dei signori che sono troppo presi dai loro affari di palazzo per porgere un occhio alla massa. Che fa di tutto per essere ascoltata e si sente rispondere con superficialità e non senso. Ci sono persone, centinania e centinaia, che cercano spazio per porre questioni importanti e che si ritrovano, incosapevolmente, protagonisti di un percorso storico e sociale piombato sulle loro teste all'improvviso. Si arriva alla violenza, che inasprisce solo gli animi, causa sofferenza, crea una tale rabbia nel cuore della gente che questa smette di pensare e inizia a spendersi in giudizi. La scelta è fin troppo semplice: giusto o sbagliato, male o bene. Tutti sembrano chiamati ad offrire la loro sentenza. E da lì poi, ci si barrica dietro le proprie posizioni e tutti gli altri diventano sbagliati, addirittura stupidi. I peggiori personaggi che potresti incontrare. L'Altro diventa qualcuno da colpevolizzare di qualcosa perchè NOI possiamo giustificare le nostre posizioni rendendo tutto più semplice. Tutto è esauribile nel sistema binario "torto/ragione".
Quando si inizia a parlare della gente come di categorie vuol dire che la mente si è svuotata e che è solo la rabbia a trovare spazio. E ho tanto l'impressione che molta gente in Italia, oggi, sia vuota e colma di rabbia. Sul ciglio della sfida, della voglia di rivendicare una posizione di vittoria a tutti i costi, come per sentirsi finalmente forte. Padrona della posizione vincente. Quanta banalità.

I sentimenti non sono mai banali, nè le dinamiche che questi creano: la vergogna, la rabbia, l'euforia. Eppure vanno accolti, ascoltati, perchè sia possibile creare delle strade. L'Italia ha bisogno di strade. Di strade nuove, che inlcudano, che creino opportunità, che accolgano la frustrazione e diano forza a nuove speranza. L'Italia ha bisogno di credere in qualcosa che unisca e non divida. Ha bisogno di trovare qualcuno che creda nei suoi sentimenti e nella sua voce, di qualcuno che non la derida, ma ne ammiri gli intenti e abbia rispetto dei suoi sacrifici.

sabato 27 novembre 2010

L'INSOFFERENZA

Sto cercando qualcosa. Ecco che sento di essere di nuovo al punto in cui nasce la mia insofferenza.

Credo che per un'artista questo potrebbe considerarsi l'inizio di un periodo creativo... la necessità di cercare qualcosa che risponde alla domanda che avverti. La necessita dell'oggi. E allora si cercano le parole che definiscano il testo perfetto, le melodie che possano disegnare il peso che ha l'aria in questi giorni, forme e colori per tracciare lo stato d'animo. La necessità della ricerca, della prospettiva. La curiosità. La tensione al domani. Stati che in alcuni momenti si assopiscono, mentre io mi siedo tra quello che ho e me ne riempio la vita, poi si svegliano. Non necessariamente perchè qualcosa sia accaduto. Si svegliano e basta, è come l'arrivo di una stagione, sapevi che sarebbe arrivata anche il mese prima, ne cogli i primi segni con il passare del tempo e poi "puff" un giorno all'improvviso hai bisogno di infilare la maglia "pesante"...perchè è arrivato l'inverno.

Per me, che non sono un'artista, spesso è l'inizio della scoperta di qualcosa di nuovo, alle volte invece è insofferenza e basta. Arriva, mi scuote, un pò mi confonde e poi sparisce.
Certo, dirai, visto che arriva, vale la pena che ti permetta di scoprire qualcosa di nuovo! E son d'accordo, ma non sono io che decido in questo caso. Più che altro ascolto, eventualmente seguo e vedo dove mi porta.

Tuttavia c'è qualcosa che mi piace, o che comunque mi sorprende ogni volta. C'è qualcosa a cui non potrei sottrarmi e che mi attraversa completamente. E' questa tensione costante a sfidare me stessa, a cercarmi in ogni cosa che faccio, a mettermi davanti allo specchio per riconoscere qualcosa di nuovo. E' l'insofferenza che pesa così forte in ogni giornata da rendermi plasmabile e volubile, ma anche attenta ad ogni dettaglio. L'istinto diventa più pesante del solito, assume più forza rispetto al resto e mi regala un fiuto, un intuito che mentre mi muovo tra le regole della normalità, solitamente, non ho. E' come se tutti i miei sensi si assottigliassero per amplificarsi e ritrovare vigore. Vivo di sensazioni, colgo tutto ciò che mi si muove accanto con meraviglia e stupore, riassaporo tutto come fosse il primo assaggio e ne riscopro aspetti che forse avevo dimenticato o mai notato. Tendo verso pensieri insoliti e alle volte un pò irriverenti. Rido di più, piango di più, penso e parlo di più.

Non so mai dove mi porterà, se mi porterà a qualcosa. E sinceramente non vivo la preoccupazione di dover necessariamente arrivare da qualche parte. Arriva e basta. Come le stagioni. Come un temporale, che può lasciare tutto uguale dopo aver fatto un gran frastuono, distruggere ciò che incontra senza fare alcuno sconto o lavare tutto per regalare più colore ad un mondo che appariva grigio.

mercoledì 10 novembre 2010

Io e Holloway


In casa da sola con un gatto...gattino tecnicamente perche' ha solo sei mesi, gattone in sostanza perche' lo definirei "notevolmente grande per la sua eta' e particolarmente voluminoso". Me lo avessero detto un anno fa', non ci avrei mai creduto, io che sono stata cresciuta e pasciuta a campi sterrati, spiaggie e cani. Eppure, dopo solo due giorni abbiamo gia' acquisito le sembianze di una piccola famiglia e assorbito le dinamiche di una coppia ben organizzata. Dobbiamo assestare qualche dettaglio in realta'.... tipo: Cercare di dormire tendenzialmente negli stessi momenti delle 24 ore, preferibilmente di notte! Non certo perche' io voglia essere dispotica, piu' che altro dormendo in ufficio potrei apparire poco efficiente.
Ad ogni modo, stamattina, dopo avere affrontato una mattinata all'insegna della perfetta organizzazione con Holloway (il gatto, appunto) ed essermi assicurata di aver lasciato tutto in ordine: stacca l'elettricita', controlla i fornelli della cucina, chiudi luci e finestre; mi avvio verso la metro, soddisfatta perche' "faro' anche le corse, ma sono in tempissimo, anzi in anticipo addirittura!"
Insomma, poi alla fine, non va affatto male, gestisco bene la situazione! Posso anche gestire un gatto! Non saro' fresca come una rosa, ma mi difendo bene.
Arrivo in ufficio dopo avere affrontato il freddo spietato di una mattinata fortunatamente assolata e sfodero il migliore dei sorrisi: "Morning!" Ed e' quando la mia collega con aria un po' divertita mi chiede, "Tired?" che tutte le mie convinzioni cominicano a traballare. "Just a bit, but I'm ok it is because I'm looking after a friend's cat and we are spending a lot of time together!" Non credo di averla convinta, mi guarda con aria un po' compassionevole e inizia a chiedere dettagli, io la butto sul leggero. Sicura di me e delle mie abilita' organizzative. Alla fine lei sorride per gentilezza, io capisco ed istintivamente replico : "Do I look tired?" Senza indugio "Yes!". Ah! Forse non sono poi cosi' convicente! Le proprie convinzioni a volte ingannano.
Sorrido. Non mi addormentero' certo in ufficio oggi e sai che c'e'... stasera ci ridero' su'. Con Holloway!

martedì 26 ottobre 2010

Scissionista

Oggi leggo sul blog di Debora Serracchiani una riflessione che vorrei condividere e che mi lascia pensare...

Scissionista