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Detta anche Jack. Insolito, ma vero.

lunedì 20 giugno 2011

Le mie amiche

Ci sono incontri che ti restano in mente e storie che ti toccano, sguardi incrociati e menti che ti solleticano il pensiero e la curiosità. Sorrisi a mezze labbra che la dicono lunga e occhi che alle volte è meglio schivare. Ci sono amori che ti restano addosso a lungo, lacrime che non ti danno tregua, sogni che ti si incastrano tra le idee, dubbi che ti rosicano il cuore e rischi che hai sempre troppa paura di correre.

E poi ci sono loro, quelle persone che si infilano nella tua vita con estrema facilità, con cui sai che non dovrai mai cercare la parola perfetta da dire, con cui non esistono distanze o differenze. La casa a cui tornare dopo anni senza che tu l'abbia mai veramente lasciata, la spalla che puoi sempre trovare, la mano forte che ti rialza e le risate a perdi fiato che anche solo a ricordarle ti ritorna da ridere. Ci sono le ore in macchina a girare, solo per parlare, la necessità di raccontarsi e la stima, quella vera, che non si spegne mai. 

Quello che forse la vita te la cambia davvero o che ti aiuta a riderne, della vita.

domenica 22 maggio 2011

La passeggiata della domenica

Camminare funziona sempre con me, mi aiuta a mettere in ordine le idee. Un pò come scrivere.

E allora quando ho tempo lo faccio, considerato che nei periodi "out of time" c'è sempre qualche pensiero che si accumula finendo per annodarsi.

Stamattina ho camminato tanto in una città addormentata e semi deserta lasciando che la mia attenzione fosse catturata da luoghi e volti sparsi. A pensarci bene, i posti della domenica mattina sono tutti un pò speciali nel mio immaginario: il bar pasticceria con i tavolini pieni, i giornalai e fiorai aperti. E' una sorta di affetto primitivo che conservo, perchè questi luoghi mi riportano alla mente momenti speciali come la colazione alla domenica o le pastarelle a tavola... i fiori freschi e il giornale che finalmente può essere letto con calma e ripiegato male, malissimo. La cornice ideale per chiedere ai miei confusi pensieri di trovare gentilmente un ordine.

Bè la soluzione non garantisce sempre risultati perfetti, ma risponde efficacemente ad una necessità importante: mi permette di mettere a fuoco delle cose...perchè alle volte siamo così presi dal mondo che ci dimentichiamo di chiedere a noi stessi cosa ne pensiamo della "vita", delle persone, dei fatti e delle storie.
Dalla mia domenica mattina, oltre che una busta di vestiti nuovi (che magicamente aiutano le sinapsi a rilassarsi) è emerso qualcosa: ho capito che voglio vedere l'America e che stavolta lo metto per iscritto così che in futuro non potrò negarlo, ma sopratutto ho capito che ci sono cose che mi danno fastidio.
Non mi piacciono le persone saccenti e quelle che non ascoltano quando parlano, non mi piacciono le persone che non sorridono ai bambini. Non mi piacciono le persone che non sanno sognare senza illudersi, quelli che aspettano che la vita gli serva un'occasione sopra un piatto d'argento e quelli che non riescono a godersi un'ora del proprio lavoro perchè son troppo presi a pensare a ciò che non va. Quelli che non apprezzano i propri colleghi, che non riescono a gioire dei successi altrui, quelli che splendono fuori le mura di casa e riservano il peggio a chi gli sta più vicino. Non mi piacciono le persone che vivono di stereotipi e non mettono in discussione le proprie ragioni, quelli che guardano male i ragazzi che si baciano, quelli che non amano la primavera e che non bevono vino. Non credo nelle persone che non si fidano di nessuno e che non si aprono mai. 

Forse se avessi scritto ciò che mi piace sarebbe apparso più "felice" come elenco, ma a me è venuto in mente così. Perchè anche i "no" ci aiutano a prendere posizione e le posizioni, ci rendono quello che siamo.

Buona domenica

lunedì 9 maggio 2011

L'uomo delle piazze

Ieri sera ho accettato un invito...."andiamo ad ascoltare Nicky Vendola?"

Se fosse stato anche solo per curiosità, non avrei mai detto di no...di lui ho letto interviste e ascoltato interventi in tv, ma non avevo mai sentito il fenomeno che riempie le piazze dal vivo. Immaginarlo nella cornice Milanese non era poi così semplice e, sebbene l'entusiasmo che accompagna la campagna alla candidatura di Pisapia come sindaco sia coinvolgente, ero scettica.

 Insomma, diciamocelo, grande trascinatore e oratore...ok, ma Milano è Milano. E lui stesso lo ha detto sorridendo.



Senza girarci troppo intorno, è proprio come dicono!

Ha qualcosa di forte che arriva al cuore delle persone. Non è una diceria. Non lo è stato per me, che sebbene spinta da curiosità, stima e simpatia...sono sempre stata scettica rispetto alla possibilità di votarlo. Lo confesso a denti stretti!

Mi ha dato qualcosa, qualcosa che non è dovuta semplicemente al forte carisma, alla capacità empatica che sicuramente ha o a alla facilità comunicativa, quella semplicità con cui arriva a tutti senza la necessità di impoverire i suoi discorsi. Mi ha dato qualcosa perchè mi ha offerto una visione nuova, perchè non mi era mai capitato, non finora almeno, di incontrare prersonalmente un uomo politico capace di offrire contenuti di valore alto, di parlare di persone, di cultura, di società, di bamibini, di donne per davvero. Contenuti. Sostanza. Valori. 
E' stata come una forte ventata che ha invaso la piazza, una spinta vigorosa a cui nessuno poteva sottrarsi. 
Eppure nella foga, conserva un equilibrio, una pulizia, una semplicità che sorprendono.

Ci sono degli uomini che hanno una forza speciale, li definiamo carismatici, li riconosciamo come autorità quasi naturali perchè è naturale ascoltarli con attenzione. Ma lui ha qualcosa di diverso: 
non si offre come esempio di giustizia e perfezione, non definisce il proprio ego come centro dei suoi discorsi. Al centro ci sono le persone, la capacità di confrontarsi con gli altri, di guardarsi, di ascoltare e comprendere le sigenze gli uni degli altri, la capacità di interpretare le necessità esistenti, i desideri latenti, di offrire stimoli in una prospettiva di generosità, di apertura. Una prospettiva che non spaventa, che non teme il cambiamento, pur ponendosi l'obiettivo di provare a gestirlo.

Non so chi voterei oggi, ma di una cosa sono certa: la presenza di un uomo come Vendola nello scenario politico italiano, con particolare riferimento allo spaccato attuale, non può che fare del bene.
Lui non può che apportare un contributo di valore alla nostra politica. Un valore che prescinde dal colore e dipende dal cuore delle persone, dall'amore per le idee e le possibilità. La forza innovativa che parla di modernità, di profondità, di prospettiva è forte. Ma forte in un modo nuovo, in un modo autentico.
Il mio consiglio è semplice, ed è per tutti; Qualunque cosa voi pensiate, provate ad ascoltarlo per davvero. senza pregiudizi. La novità spesso spaventa, sopratutto quando è così tanto viva. Ma qualunque siano gli sviluppi del panorama politico italiano, sono davvero convinta, che di uomini così... ora più che mai, ce ne vorrebbero tanti.
Nella speranza sia un seme positivo, uno, cento, mille Vendola.








giovedì 14 aprile 2011

QUESTA SI CHE E' UNA RIFORMA!

Una riforma della giustizia che non risolve i problemi della giustizia, mi sembra una formula perfetta o perfettamente in linea con la politica italiana.

ECCCERTO!

domenica 10 aprile 2011

Giù al Nord

I ragazzi di "Giù al Nord" mi hanno fatto qualche domanda sulla mia esperienza all'estero.

Non perchè io abbia chissà quale incredibile esperienza da raccontare, ma perchè loro hanno deciso di raccogliere i racconti di tanti ragazzi che partono per altre città italiane o verso l'estero cercando di cogliere il senso e magari il valore di una tendenza che pare interessare sempre più giovani nel nostro Paese.

Parti dalla storia di Gabriele, che è ritornato nella sua Sicilia o da quella di Zaira, che insegue il sogno della fotografia fino a Londra, e la voglia di conoscere la storia precedente e poi un'altra ancora cresce.
Una alla volta, io, le ho praticamente lette tutte!

Magari fateci un salto anche voi!

http://seiomeneandassi.blogspot.com/2011/04/alessia-le-esperienze-ti-cambiano.html

venerdì 18 marzo 2011

C'è chi parte e c'è chi torna

Questa settimana mi ha praticamente ingoiato!
Non mi sono resa conto di ciò che stava succedendo facendo le valigie, salutando amici davanti ad un muffin, chiacchierando con l'autista durante "l'ultima" traversata londinese in taxi. Le cose si sono azionate e susseguite automaticamente come in una catena perfettamente collaudata e oggi mi risveglio, ancora un poco intorbidita, mi affaccio alla finestra, intorno c'è Milano e tutto parla d'Italia.
Il fatto di essere rientrata per la vigilia della celebrazione dell'unità d'Italia, ha reso il concetto evidentemente più chiaro!

Ma a me c'è voluto qualche giorno in più per mettere tutto a fuoco, un paio di cene tra amici, qualche passeggiata tra la primavera in arrivo e i corsi principali della città.. un pò di musica italiana (che dal vivo ormai, sembrava un miraggio).

E' stranissima la sensazione che si prova quando si cambia vita in modo così radicale e così veloce, oltretutto lasciando qualcosa che apparentemente aveva assunto una forma di normalità per infilarsi in un mondo nuovo e completamente diverso. E' come perdere l'equilibrio.
Ci si guarda intorno si, ma non esistono ancora punti di riferimento e allora si cammina un pò senza sapere bene dove si arriverà.

Però, devo ammettere, che l'idea di camminare contro corrente...tornando invece di partire, mi suona proprio bene.


domenica 6 marzo 2011

Drinking a black coffee on my last Sunday in London

E' domenica, trovo 10 minuti per pensare, mentre bevo il mio caffè lungo. Confesso di aver imparato ad apprezzare il tempo che ci vuole per finire un caffè "americano" o anche il classico english tea, proprio perchè mi costringe a rallentare.

Il cielo è di un colore strano, non proprio grigio, più chiaro in realtà. Ma certo si fatica ad intravedere anche solo una minima striatura di blu, è omogeneo, uniforme. Londra sembra dipinta sulla solita tela bianca.

Credo che stamattina, in questo silenzio, io stia davvero realizzando tutto quello che succede. La mia camera somiglia ad un campo di battaglia, sono circondata da valigie e scatoloni, ma è stato tutto talmente veloce e frenetico che non credo di averlo messo realmente a fuoco fino ad ora. Lasciare Londra non sarà una cosa semplice. In fondo lo intuivo, ma è come ammetterlo a me stessa mentre guardo fuori la mia finestra e fatico a tirar via lo sguardo come per catturare l'immagine che vedo nel modo più indelebile possibile.

E' faticoso trovare un ordine chiaro da dare ai tanti pensieri per spiegare quello che ti da una città come questa, la stessa esperienza di sfidare se stessi provando a trovare uno spazio su misura personale in tanto largo. E io, del resto, non potrei descriverla come l'amore della mia vita, quello grande, forse unico, che aspetti da sempre e riconosci a prima vista. Ma non posso negare che sia stata una di quelle storie inaspettate e forti, fatte di passione e pazienza, di incontro e scontro che finendo ti lasciano completamente diversa rispetto a ciò che eri prima.

Londra è stata proprio così per me. Sono arrivata con assoluta incoscienza, solo per guardarmi intorno, senza alcuna certezza, in un momento in cui non avrei saputo dare grande significato ad altri gesti e mi ha aiutato a capire chi sono, costringendomi a stare con me stessa così a lungo da farmi capire quanto sia importante il coraggio di scegliere. Ho fatto un percorso pieno di interrogativi che ho lasciato maturare liberamente, senza la fretta di dover trovare la risposta giusta nel minor tempo possibile e, nel frattempo, imparavo a godere di ognuna delle semplici cose che incontravo camminando. Ogni persona, ogni storia (e quante!), ogni possibilità, ma anche ogni sconfitta. Ho vissuto ogni giorno di ciò che capitava, ho dovuto imparare che non tutto riesce sempre bene, ma che l'unica possibilità reale è affrontare le cose con la stessa curiosità e voglia oltre i propri fallimenti, oltre la vergogna alle volte. Ridere di se sessi è un'arma incredibile. Forse l'unica che ci offre una seconda possibilità.

Questo anno e mezzo è volato, eppure mi sembra sia durato almeno il doppio tante sono le cose che mi ha lasciato. Mi ha tirato fuori dalle mie stesse abitudini, mi ha costretto a modellarmi rispetto ad una vita diversa, nuova, piena. Come reinventata nella scoperta di mille nuovi aspetti di me e di tante nuove consapevolezze che non immaginavo di poter raggiungere con tanta serenità. E' che alle volte abbiamo troppa poca pazienza e troppe pretese.

Dimenticandoci di dover mettere al centro noi stessi, lasciamo che le cose scorrano intorno senza sentirle. Ecco, si, questa città mi ha costretto a mettere al centro me stessa senza troppi giri di parole, mi ha costretta a vivere di semplicità, a non pensare troppo a lungo, a non sprecare tempo e opportunità.

Mi ha aperto davvero gli occhi sul mondo, offrendomi un assaggio di vita. Uno di quelli che ti fanno sentire la fame vera, venire il brucolio allo stomaco, che ti rendono davvero pronta per sederti a tavola. Un antipasto insomma.

Il migliore che io abbia mai assaggiato.