In questi ultimi giorni il tempo è stato davvero pocchissimo. Le giornate sono volate via tra impegni di lavoro, feste e pranzi prenatalizi (come se quelli natalizi non fossero abbastanza!), la ricerca dei regali e ritagli di tempo con gli amici. Tra le corse, tendo sempre un orecchio all'Italia e cerco il tempo per leggere di quello che sta accadendo, anche se non mi sembra mai di averne abbastanza. Quante, troppe cose, esplose in così poco tempo e quante reazioni, purtroppo prevedibili.
Cerco di mettere insieme i tasselli del puzzle e riesco a fatica, o forse meglio ammettere che non ci riesco affatto. Provo, quindi, a chiedermi che strada stiamo facendo, dove stiamo andando ed è qui che arrivano le risposte più deludenti. Quando incapace di mettere a fuoco quello che accade, provo a prendere le distanze per avere una visione di larga scala e cercare una strada maestra: è proprio qui che le domande diventano più chiare e le risposte sempre più preoccupanti.
Provo a tirare le somme...oggi abbiamo un governo partito con una maggioranza schiacciante che si ritrova a festeggiare perchè riesce a conservare 3 voti di vantaggio in parlamento. Chiaramente, in termini politici la cosa è grave tanto quanto una sconfitta e determina un immobilismo che l'Italia ora non può permettersi. Oltretutto, vanifica il sogno di un governo forte e pronto a cambiare le sorti di questo Paese verso una svolta liberale. Eppure, sembra che abbiano vinto il Campionato. Finalmente dimostrata la supremazia contro nemici e traditori. Vinto il premio più ambito alla pesca del paese. Portato a casa il risultato vincente, detengono il primato in classifica. E naturalmente non ci facciamo mancare i dettagli: le risse, il tifo, gli assonnati in panchina.
L'opposizione, dal canto suo, vive momenti di imbarazzante indecisione e inutili tensioni interne. Come nella posizione diametralmente opposta, vive di "citazioni del giorno", incapace di trovare una voce unica che accolga e sintetizzi i valori e le proposte interne. Essere i meno peggio non è certo una proposta allettante da offrire al Paese.
Al centro, c'è l'Italia. Che inizia a vivere la sopportazione con insofferenza. Che urla, cerca spazi per farsi notare, come a rincorrere dei signori che sono troppo presi dai loro affari di palazzo per porgere un occhio alla massa. Che fa di tutto per essere ascoltata e si sente rispondere con superficialità e non senso. Ci sono persone, centinania e centinaia, che cercano spazio per porre questioni importanti e che si ritrovano, incosapevolmente, protagonisti di un percorso storico e sociale piombato sulle loro teste all'improvviso. Si arriva alla violenza, che inasprisce solo gli animi, causa sofferenza, crea una tale rabbia nel cuore della gente che questa smette di pensare e inizia a spendersi in giudizi. La scelta è fin troppo semplice: giusto o sbagliato, male o bene. Tutti sembrano chiamati ad offrire la loro sentenza. E da lì poi, ci si barrica dietro le proprie posizioni e tutti gli altri diventano sbagliati, addirittura stupidi. I peggiori personaggi che potresti incontrare. L'Altro diventa qualcuno da colpevolizzare di qualcosa perchè NOI possiamo giustificare le nostre posizioni rendendo tutto più semplice. Tutto è esauribile nel sistema binario "torto/ragione".
Quando si inizia a parlare della gente come di categorie vuol dire che la mente si è svuotata e che è solo la rabbia a trovare spazio. E ho tanto l'impressione che molta gente in Italia, oggi, sia vuota e colma di rabbia. Sul ciglio della sfida, della voglia di rivendicare una posizione di vittoria a tutti i costi, come per sentirsi finalmente forte. Padrona della posizione vincente. Quanta banalità.
I sentimenti non sono mai banali, nè le dinamiche che questi creano: la vergogna, la rabbia, l'euforia. Eppure vanno accolti, ascoltati, perchè sia possibile creare delle strade. L'Italia ha bisogno di strade. Di strade nuove, che inlcudano, che creino opportunità, che accolgano la frustrazione e diano forza a nuove speranza. L'Italia ha bisogno di credere in qualcosa che unisca e non divida. Ha bisogno di trovare qualcuno che creda nei suoi sentimenti e nella sua voce, di qualcuno che non la derida, ma ne ammiri gli intenti e abbia rispetto dei suoi sacrifici.
sabato 18 dicembre 2010
sabato 27 novembre 2010
L'INSOFFERENZA
Sto cercando qualcosa. Ecco che sento di essere di nuovo al punto in cui nasce la mia insofferenza.
Credo che per un'artista questo potrebbe considerarsi l'inizio di un periodo creativo... la necessità di cercare qualcosa che risponde alla domanda che avverti. La necessita dell'oggi. E allora si cercano le parole che definiscano il testo perfetto, le melodie che possano disegnare il peso che ha l'aria in questi giorni, forme e colori per tracciare lo stato d'animo. La necessità della ricerca, della prospettiva. La curiosità. La tensione al domani. Stati che in alcuni momenti si assopiscono, mentre io mi siedo tra quello che ho e me ne riempio la vita, poi si svegliano. Non necessariamente perchè qualcosa sia accaduto. Si svegliano e basta, è come l'arrivo di una stagione, sapevi che sarebbe arrivata anche il mese prima, ne cogli i primi segni con il passare del tempo e poi "puff" un giorno all'improvviso hai bisogno di infilare la maglia "pesante"...perchè è arrivato l'inverno.
Per me, che non sono un'artista, spesso è l'inizio della scoperta di qualcosa di nuovo, alle volte invece è insofferenza e basta. Arriva, mi scuote, un pò mi confonde e poi sparisce.
Certo, dirai, visto che arriva, vale la pena che ti permetta di scoprire qualcosa di nuovo! E son d'accordo, ma non sono io che decido in questo caso. Più che altro ascolto, eventualmente seguo e vedo dove mi porta.
Tuttavia c'è qualcosa che mi piace, o che comunque mi sorprende ogni volta. C'è qualcosa a cui non potrei sottrarmi e che mi attraversa completamente. E' questa tensione costante a sfidare me stessa, a cercarmi in ogni cosa che faccio, a mettermi davanti allo specchio per riconoscere qualcosa di nuovo. E' l'insofferenza che pesa così forte in ogni giornata da rendermi plasmabile e volubile, ma anche attenta ad ogni dettaglio. L'istinto diventa più pesante del solito, assume più forza rispetto al resto e mi regala un fiuto, un intuito che mentre mi muovo tra le regole della normalità, solitamente, non ho. E' come se tutti i miei sensi si assottigliassero per amplificarsi e ritrovare vigore. Vivo di sensazioni, colgo tutto ciò che mi si muove accanto con meraviglia e stupore, riassaporo tutto come fosse il primo assaggio e ne riscopro aspetti che forse avevo dimenticato o mai notato. Tendo verso pensieri insoliti e alle volte un pò irriverenti. Rido di più, piango di più, penso e parlo di più.
Non so mai dove mi porterà, se mi porterà a qualcosa. E sinceramente non vivo la preoccupazione di dover necessariamente arrivare da qualche parte. Arriva e basta. Come le stagioni. Come un temporale, che può lasciare tutto uguale dopo aver fatto un gran frastuono, distruggere ciò che incontra senza fare alcuno sconto o lavare tutto per regalare più colore ad un mondo che appariva grigio.
Credo che per un'artista questo potrebbe considerarsi l'inizio di un periodo creativo... la necessità di cercare qualcosa che risponde alla domanda che avverti. La necessita dell'oggi. E allora si cercano le parole che definiscano il testo perfetto, le melodie che possano disegnare il peso che ha l'aria in questi giorni, forme e colori per tracciare lo stato d'animo. La necessità della ricerca, della prospettiva. La curiosità. La tensione al domani. Stati che in alcuni momenti si assopiscono, mentre io mi siedo tra quello che ho e me ne riempio la vita, poi si svegliano. Non necessariamente perchè qualcosa sia accaduto. Si svegliano e basta, è come l'arrivo di una stagione, sapevi che sarebbe arrivata anche il mese prima, ne cogli i primi segni con il passare del tempo e poi "puff" un giorno all'improvviso hai bisogno di infilare la maglia "pesante"...perchè è arrivato l'inverno.
Per me, che non sono un'artista, spesso è l'inizio della scoperta di qualcosa di nuovo, alle volte invece è insofferenza e basta. Arriva, mi scuote, un pò mi confonde e poi sparisce.
Certo, dirai, visto che arriva, vale la pena che ti permetta di scoprire qualcosa di nuovo! E son d'accordo, ma non sono io che decido in questo caso. Più che altro ascolto, eventualmente seguo e vedo dove mi porta.
Tuttavia c'è qualcosa che mi piace, o che comunque mi sorprende ogni volta. C'è qualcosa a cui non potrei sottrarmi e che mi attraversa completamente. E' questa tensione costante a sfidare me stessa, a cercarmi in ogni cosa che faccio, a mettermi davanti allo specchio per riconoscere qualcosa di nuovo. E' l'insofferenza che pesa così forte in ogni giornata da rendermi plasmabile e volubile, ma anche attenta ad ogni dettaglio. L'istinto diventa più pesante del solito, assume più forza rispetto al resto e mi regala un fiuto, un intuito che mentre mi muovo tra le regole della normalità, solitamente, non ho. E' come se tutti i miei sensi si assottigliassero per amplificarsi e ritrovare vigore. Vivo di sensazioni, colgo tutto ciò che mi si muove accanto con meraviglia e stupore, riassaporo tutto come fosse il primo assaggio e ne riscopro aspetti che forse avevo dimenticato o mai notato. Tendo verso pensieri insoliti e alle volte un pò irriverenti. Rido di più, piango di più, penso e parlo di più.
Non so mai dove mi porterà, se mi porterà a qualcosa. E sinceramente non vivo la preoccupazione di dover necessariamente arrivare da qualche parte. Arriva e basta. Come le stagioni. Come un temporale, che può lasciare tutto uguale dopo aver fatto un gran frastuono, distruggere ciò che incontra senza fare alcuno sconto o lavare tutto per regalare più colore ad un mondo che appariva grigio.
mercoledì 10 novembre 2010
Io e Holloway

In casa da sola con un gatto...gattino tecnicamente perche' ha solo sei mesi, gattone in sostanza perche' lo definirei "notevolmente grande per la sua eta' e particolarmente voluminoso". Me lo avessero detto un anno fa', non ci avrei mai creduto, io che sono stata cresciuta e pasciuta a campi sterrati, spiaggie e cani. Eppure, dopo solo due giorni abbiamo gia' acquisito le sembianze di una piccola famiglia e assorbito le dinamiche di una coppia ben organizzata. Dobbiamo assestare qualche dettaglio in realta'.... tipo: Cercare di dormire tendenzialmente negli stessi momenti delle 24 ore, preferibilmente di notte! Non certo perche' io voglia essere dispotica, piu' che altro dormendo in ufficio potrei apparire poco efficiente.
Ad ogni modo, stamattina, dopo avere affrontato una mattinata all'insegna della perfetta organizzazione con Holloway (il gatto, appunto) ed essermi assicurata di aver lasciato tutto in ordine: stacca l'elettricita', controlla i fornelli della cucina, chiudi luci e finestre; mi avvio verso la metro, soddisfatta perche' "faro' anche le corse, ma sono in tempissimo, anzi in anticipo addirittura!"
Insomma, poi alla fine, non va affatto male, gestisco bene la situazione! Posso anche gestire un gatto! Non saro' fresca come una rosa, ma mi difendo bene.
Arrivo in ufficio dopo avere affrontato il freddo spietato di una mattinata fortunatamente assolata e sfodero il migliore dei sorrisi: "Morning!" Ed e' quando la mia collega con aria un po' divertita mi chiede, "Tired?" che tutte le mie convinzioni cominicano a traballare. "Just a bit, but I'm ok it is because I'm looking after a friend's cat and we are spending a lot of time together!" Non credo di averla convinta, mi guarda con aria un po' compassionevole e inizia a chiedere dettagli, io la butto sul leggero. Sicura di me e delle mie abilita' organizzative. Alla fine lei sorride per gentilezza, io capisco ed istintivamente replico : "Do I look tired?" Senza indugio "Yes!". Ah! Forse non sono poi cosi' convicente! Le proprie convinzioni a volte ingannano.
Sorrido. Non mi addormentero' certo in ufficio oggi e sai che c'e'... stasera ci ridero' su'. Con Holloway!
martedì 26 ottobre 2010
Scissionista
Oggi leggo sul blog di Debora Serracchiani una riflessione che vorrei condividere e che mi lascia pensare...
Scissionista
Scissionista
lunedì 18 ottobre 2010
Enjoy the silence
Qualche volta basta un davanzale a cui appoggiarsi, il vento da ascoltare tra il silenzio di casa e le voci in strada, il piacere della sera... e ti senti piena.
mercoledì 15 settembre 2010
La donna: da custode del focolare a cacciatrice di letti (parte 2)
... c'e' decisamente qualcosa di piu'. Come potrebbe non esserci.
Siamo di fronte ad una politica che oltre a non creare nulla di concreto, oltre a non produrre risultati, si svuota di ogni significato e valore.
Siamo di fronte ad una classe dirigente che farebbe di tutto pur di giustificare se' stessa, come se oramai si vendesse al mercato. Siamo di fronte ad un Paese in cui tutto si va sgretolando, in cui sta diventando impensabile crearsi una famiglia e trovare un lavoro. Un Paese in cui l'informazione e' messa alle strette e la Magistratura e' derisa. Un Paese che sta a discutere mesi riguardo a quanto sia "essenziale" mantenere il crocifisso nelle classi, facendone anche un valore culturale, per poi lasciare Geddhafi professare l'Islamismo su un tappeto rosso. Un Paese in cui si crea la categoria dei "comunisti" per identificare il nemico pubblico in qualcosa che non esiste e poi si afferma che Putin e' un dono di Dio.
Si vive di claim e di spot, si definisce un progetto spaventoso (chi comprende le dinamiche comunicative lo sa bene), che e' quello del partito dell'amore per poi fare la guerra interna a chi "non la pensa come il capo", alzare il dito medio per esprimere un dissenso e lasciare che esseri umani possano morire di fame e sete su un barcone. Istigando continuamente all'odio e alla violenza.
Si promette tanto, tantissimo e poi quando arriva il momento della resa, quello in cui si dovrebbe valutare quanto fatto si cerca qualcuno su cui scaricare la responsabilita' degli insuccessi.
E individuare le responsabilita' di quanto viene fatto male o per niente, pare non sia nenche piu' legittimo, perche "che fai?cerchi il pelo nell'uovo?!"
Ognuno di noi ha una responsabilita' verso se' stesso e verso l'intera comunita'. La responsabilita' di valutare quanto fatto da chi sta ai piani alti! Non e' uno sfizio, e' un dovere. Non si cercano colpevoli, si valutano risultati di qualcosa che e' stato promesso e decantato, circa 10/15 anni fa!?! Non esistono martiri.
Il Paese dei Balocchi!!
I due episodi di cui vi dico, mostrano semplicemente la deriva. Disegnano il fondo di una societa' che non ha neache piu' la forza di indignarsi rispetto a delle offese cosi' profonde e di fronte ad una decadenza misera. Cosa vogliono insegnare! O meglio, hanno qualcosa da insegnare? Tra una battuta e l'altra, ogni tanto riesco a combinare qualcosa? O e' di questo che dobbiamo saziarci? Quali sono i valori proposti? La politica si impara duranti i corsi per giovani modelle (pagati con soldi pubblici)? O dovrebbe essere ispirata dalle azioni di tutti i giorni??? Azioni che definiscono la realta' in cui viviamo e plasmano quella del futuro.
In cosa dobbiamo sperare, dove dobbiamo guardare!
Se c'e chi, come me, conta di non dover infilarsi in qualche letto o di non dover ammaliare con gambe lunghe e snelle, ma spera di potersi misurare in virtu' di tutt'altro. In cosa dobbiamo sperare noi? Quali sono le opportunita' per la gente come me?
Ce ne saranno sempre meno?
Perdonatemi la noia, perche' questo, lo ammetto, è evidentemente uno sfogo, ma io alla "fiera della gnocca" proprio non ci sto!
Siamo di fronte ad una politica che oltre a non creare nulla di concreto, oltre a non produrre risultati, si svuota di ogni significato e valore.
Siamo di fronte ad una classe dirigente che farebbe di tutto pur di giustificare se' stessa, come se oramai si vendesse al mercato. Siamo di fronte ad un Paese in cui tutto si va sgretolando, in cui sta diventando impensabile crearsi una famiglia e trovare un lavoro. Un Paese in cui l'informazione e' messa alle strette e la Magistratura e' derisa. Un Paese che sta a discutere mesi riguardo a quanto sia "essenziale" mantenere il crocifisso nelle classi, facendone anche un valore culturale, per poi lasciare Geddhafi professare l'Islamismo su un tappeto rosso. Un Paese in cui si crea la categoria dei "comunisti" per identificare il nemico pubblico in qualcosa che non esiste e poi si afferma che Putin e' un dono di Dio.
Si vive di claim e di spot, si definisce un progetto spaventoso (chi comprende le dinamiche comunicative lo sa bene), che e' quello del partito dell'amore per poi fare la guerra interna a chi "non la pensa come il capo", alzare il dito medio per esprimere un dissenso e lasciare che esseri umani possano morire di fame e sete su un barcone. Istigando continuamente all'odio e alla violenza.
Si promette tanto, tantissimo e poi quando arriva il momento della resa, quello in cui si dovrebbe valutare quanto fatto si cerca qualcuno su cui scaricare la responsabilita' degli insuccessi.
E individuare le responsabilita' di quanto viene fatto male o per niente, pare non sia nenche piu' legittimo, perche "che fai?cerchi il pelo nell'uovo?!"
Ognuno di noi ha una responsabilita' verso se' stesso e verso l'intera comunita'. La responsabilita' di valutare quanto fatto da chi sta ai piani alti! Non e' uno sfizio, e' un dovere. Non si cercano colpevoli, si valutano risultati di qualcosa che e' stato promesso e decantato, circa 10/15 anni fa!?! Non esistono martiri.
Il Paese dei Balocchi!!
I due episodi di cui vi dico, mostrano semplicemente la deriva. Disegnano il fondo di una societa' che non ha neache piu' la forza di indignarsi rispetto a delle offese cosi' profonde e di fronte ad una decadenza misera. Cosa vogliono insegnare! O meglio, hanno qualcosa da insegnare? Tra una battuta e l'altra, ogni tanto riesco a combinare qualcosa? O e' di questo che dobbiamo saziarci? Quali sono i valori proposti? La politica si impara duranti i corsi per giovani modelle (pagati con soldi pubblici)? O dovrebbe essere ispirata dalle azioni di tutti i giorni??? Azioni che definiscono la realta' in cui viviamo e plasmano quella del futuro.
In cosa dobbiamo sperare, dove dobbiamo guardare!
Se c'e chi, come me, conta di non dover infilarsi in qualche letto o di non dover ammaliare con gambe lunghe e snelle, ma spera di potersi misurare in virtu' di tutt'altro. In cosa dobbiamo sperare noi? Quali sono le opportunita' per la gente come me?
Ce ne saranno sempre meno?
Perdonatemi la noia, perche' questo, lo ammetto, è evidentemente uno sfogo, ma io alla "fiera della gnocca" proprio non ci sto!
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martedì 14 settembre 2010
La donna: da custode del focolare a cacciatrice di letti (parte 1)

Negli ultimi tempi, tra un trafiletto secondario ed un editoriale in prima pagina ho raccolto tantissime notizie: novita', sviluppi, avvenimenti che mi hanno fatto sussultare piu' o meno fortemente, ma mi hanno sempre in qualche modo colpito. E ora si parla di scuola, ora di giovani ... ogni cosa mi colpisce. Mi sveglia e mi risveglia la coscienza. Alle volte mi sono detta che farei bene a pensarci meno, altre mi dico che quando certe cose mi sembreranno normali e non saro' spinta dalla curiosita' di comprendere certe dinamiche e cercare nuove prospettive allora, forse, mi saro' spenta. O saro' semplicemente appassita, meno donna, meno cittadina. Un po' meno me stessa.
Eppure, non ho alzato grandi polveroni negli ultimi giorni, l'informazione e' stata composta oserei. Chiedendomi se il fatto di parlare e riflettere su certe questioni possa definirsi in alcun modo"scomposto". Ma! C'e inevitabilmente un ma alle porte di oggi! Anzi ce ne sono due. Precisi ed acuti come due spine da cui mi sembra d'essere stata punta e di cui sento ancora il prurito. Due notizie che tra le altre mi inchiodano i pensieri perche' coinvolgono fortemente le donne, e richiamano pur non volendo la loro condizione nel nostro Paese, le loro possibilita' di vita e tutto quanto ci giri attorno.
Il primo forse e' cosa vecchia che si ripete: il Presidente Silvio Berlusconi durante il suo intervento alla festa dei giovani del PDL "Atreju" oltre alla quanto mai scontata invettiva contro la meschinita' della Magistratura italiana e di Gianfranco Fini, continua ad affrontare il discorso della precarieta' giovanile italiana ribadendo la possibilita' della caccia allo "scapolo d'oro".
Insomma donne, se avete la fortuna di essere carine o di ritoccarvi qui e la' per potervi omologare cosi' ai gusti dell'uomo medio moderno, non c'e' alcun motivo di preoccuparsi! Basta investire su se' stessi e sulla ricerca del partner modello, ricco, ricchissimo e preferibilmente vecchio, insomma meglio se dai 50 in su', cosi' che il desiderio di ereditare il tanto agognato bottino sara' presto soddisfatto. Insomma, non solo si riduce una delle questioni sociali piu' importanti d'Italia ad una storiella di poco senso e alcun contenuto, ma lo si fa anche inviando un messaggio che e' semplice e chiaro: quanto piu' sarai capace a venderti al miglior acquirente tanto piu' potrai vivere una vita tranquilla ed essere felice! I nodi essenziali sono due: 1) non importa quanto tu possa essere intelligente, meritevole o brillante sopratutto se non sei bella, non avere ambizioni e ricordati di dover dipendere da un uomo come ne fossi un surrogato; 2) mi raccomando al vincolo del matrimonio, senza quello il gioco e' vano, quindi l'unione deve trovare "valore" nel sigillo sacro e istituzionale del matrimonio. E che valore agguingerei!!!
Passiamo alla seconda spina...la ciliegina sulla torta! Straquadanio! Vogliamo parlarne? Deputato del PDL che dopo un'estate trascorsa a litigare rissosamente con i giornalisti e gli operai della Vinylis, ad insultare Roberto Saviano, ad invocare il metodo Boffo per Fini e le leggi ad personam per "difendere Berlusconi" (ci si chiede da cosa, la risposta sarebbe lo Stato, ma lui risponderebbe i Comunisti!!!!), afferma gloriosamente che : E' legittimo vendere il proprio corpo per fare carriera in politica e avere un posto in lizza! E ancora peggio si eclissa il deputato per giustificare questa affermazione, dicendo che oggi la politica ha una dimensione pubblica e quindi bisogna presentarsi agli elettori in un modo che "piaccia"!
Capite bene quanta fatica si faccia a commentare una "cosa" che non meriterebbe commenti come questa (se non altro non ne meriterebbe di educati), ma dato che pare che tutto sia normale o giustificabile negli ultimi tempi, allora tengo a freno nervi e lingua, e provo a commentare il mio sgomento.
La prima cosa che mi viene in mente mentre ancora leggo la dichiarazione del deputato e' quanto sia oramai basso il livello della politica italiana, in cui non si ha neanche piu' il coraggio di metterci la faccia quando si fanno delle affermazioni del genere, considerato che i cittadini non hanno piu' il diritto di "premiare o meno" chi credono con una scelta diretta. In fin dei conti si puo' dire quel che si vuole, tanto la poltrona viene assicurata dal partito e poco importa se una fetta dell'elettorato si puo' indignare. Per dirla in poche parole, non gli interessa neanche piu' di tutelare l'apparenza ora che non devono essere votati, basta essere nelle grazie del "capo".
Ma c'e decisamente qualcosa di piu'..
Eppure, non ho alzato grandi polveroni negli ultimi giorni, l'informazione e' stata composta oserei. Chiedendomi se il fatto di parlare e riflettere su certe questioni possa definirsi in alcun modo"scomposto". Ma! C'e inevitabilmente un ma alle porte di oggi! Anzi ce ne sono due. Precisi ed acuti come due spine da cui mi sembra d'essere stata punta e di cui sento ancora il prurito. Due notizie che tra le altre mi inchiodano i pensieri perche' coinvolgono fortemente le donne, e richiamano pur non volendo la loro condizione nel nostro Paese, le loro possibilita' di vita e tutto quanto ci giri attorno.
Il primo forse e' cosa vecchia che si ripete: il Presidente Silvio Berlusconi durante il suo intervento alla festa dei giovani del PDL "Atreju" oltre alla quanto mai scontata invettiva contro la meschinita' della Magistratura italiana e di Gianfranco Fini, continua ad affrontare il discorso della precarieta' giovanile italiana ribadendo la possibilita' della caccia allo "scapolo d'oro".
Insomma donne, se avete la fortuna di essere carine o di ritoccarvi qui e la' per potervi omologare cosi' ai gusti dell'uomo medio moderno, non c'e' alcun motivo di preoccuparsi! Basta investire su se' stessi e sulla ricerca del partner modello, ricco, ricchissimo e preferibilmente vecchio, insomma meglio se dai 50 in su', cosi' che il desiderio di ereditare il tanto agognato bottino sara' presto soddisfatto. Insomma, non solo si riduce una delle questioni sociali piu' importanti d'Italia ad una storiella di poco senso e alcun contenuto, ma lo si fa anche inviando un messaggio che e' semplice e chiaro: quanto piu' sarai capace a venderti al miglior acquirente tanto piu' potrai vivere una vita tranquilla ed essere felice! I nodi essenziali sono due: 1) non importa quanto tu possa essere intelligente, meritevole o brillante sopratutto se non sei bella, non avere ambizioni e ricordati di dover dipendere da un uomo come ne fossi un surrogato; 2) mi raccomando al vincolo del matrimonio, senza quello il gioco e' vano, quindi l'unione deve trovare "valore" nel sigillo sacro e istituzionale del matrimonio. E che valore agguingerei!!!
Passiamo alla seconda spina...la ciliegina sulla torta! Straquadanio! Vogliamo parlarne? Deputato del PDL che dopo un'estate trascorsa a litigare rissosamente con i giornalisti e gli operai della Vinylis, ad insultare Roberto Saviano, ad invocare il metodo Boffo per Fini e le leggi ad personam per "difendere Berlusconi" (ci si chiede da cosa, la risposta sarebbe lo Stato, ma lui risponderebbe i Comunisti!!!!), afferma gloriosamente che : E' legittimo vendere il proprio corpo per fare carriera in politica e avere un posto in lizza! E ancora peggio si eclissa il deputato per giustificare questa affermazione, dicendo che oggi la politica ha una dimensione pubblica e quindi bisogna presentarsi agli elettori in un modo che "piaccia"!
Capite bene quanta fatica si faccia a commentare una "cosa" che non meriterebbe commenti come questa (se non altro non ne meriterebbe di educati), ma dato che pare che tutto sia normale o giustificabile negli ultimi tempi, allora tengo a freno nervi e lingua, e provo a commentare il mio sgomento.
La prima cosa che mi viene in mente mentre ancora leggo la dichiarazione del deputato e' quanto sia oramai basso il livello della politica italiana, in cui non si ha neanche piu' il coraggio di metterci la faccia quando si fanno delle affermazioni del genere, considerato che i cittadini non hanno piu' il diritto di "premiare o meno" chi credono con una scelta diretta. In fin dei conti si puo' dire quel che si vuole, tanto la poltrona viene assicurata dal partito e poco importa se una fetta dell'elettorato si puo' indignare. Per dirla in poche parole, non gli interessa neanche piu' di tutelare l'apparenza ora che non devono essere votati, basta essere nelle grazie del "capo".
Ma c'e decisamente qualcosa di piu'..
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