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Detta anche Jack. Insolito, ma vero.

lunedì 18 ottobre 2010

Enjoy the silence

Qualche volta basta un davanzale a cui appoggiarsi, il vento da ascoltare tra il silenzio di casa e le voci in strada, il piacere della sera... e ti senti piena.

mercoledì 15 settembre 2010

La donna: da custode del focolare a cacciatrice di letti (parte 2)

... c'e' decisamente qualcosa di piu'. Come potrebbe non esserci.
Siamo di fronte ad una politica che oltre a non creare nulla di concreto, oltre a non produrre risultati, si svuota di ogni significato e valore.

Siamo di fronte ad una classe dirigente che farebbe di tutto pur di giustificare se' stessa, come se oramai si vendesse al mercato. Siamo di fronte ad un Paese in cui tutto si va sgretolando, in cui sta diventando impensabile crearsi una famiglia e trovare un lavoro. Un Paese in cui l'informazione e' messa alle strette e la Magistratura e' derisa. Un Paese che sta a discutere mesi riguardo a quanto sia "essenziale" mantenere il crocifisso nelle classi, facendone anche un valore culturale, per poi lasciare Geddhafi professare l'Islamismo su un tappeto rosso. Un Paese in cui si crea la categoria dei "comunisti" per identificare il nemico pubblico in qualcosa che non esiste e poi si afferma che Putin e' un dono di Dio.

Si vive di claim e di spot, si definisce un progetto spaventoso (chi comprende le dinamiche comunicative lo sa bene), che e' quello del partito dell'amore per poi fare la guerra interna a chi "non la pensa come il capo", alzare il dito medio per esprimere un dissenso e lasciare che esseri umani possano morire di fame e sete su un barcone. Istigando continuamente all'odio e alla violenza.

Si promette tanto, tantissimo e poi quando arriva il momento della resa, quello in cui si dovrebbe valutare quanto fatto si cerca qualcuno su cui scaricare la responsabilita' degli insuccessi.
E individuare le responsabilita' di quanto viene fatto male o per niente, pare non sia nenche piu' legittimo, perche "che fai?cerchi il pelo nell'uovo?!"
Ognuno di noi ha una responsabilita' verso se' stesso e verso l'intera comunita'. La responsabilita' di valutare quanto fatto da chi sta ai piani alti! Non e' uno sfizio, e' un dovere. Non si cercano colpevoli, si valutano risultati di qualcosa che e' stato promesso e decantato, circa 10/15 anni fa!?! Non esistono martiri.

Il Paese dei Balocchi!!

I due episodi di cui vi dico, mostrano semplicemente la deriva. Disegnano il fondo di una societa' che non ha neache piu' la forza di indignarsi rispetto a delle offese cosi' profonde e di fronte ad una decadenza misera. Cosa vogliono insegnare! O meglio, hanno qualcosa da insegnare? Tra una battuta e l'altra, ogni tanto riesco a combinare qualcosa? O e' di questo che dobbiamo saziarci? Quali sono i valori proposti? La politica si impara duranti i corsi per giovani modelle (pagati con soldi pubblici)? O dovrebbe essere ispirata dalle azioni di tutti i giorni??? Azioni che definiscono la realta' in cui viviamo e plasmano quella del futuro.

In cosa dobbiamo sperare, dove dobbiamo guardare!
Se c'e chi, come me, conta di non dover infilarsi in qualche letto o di non dover ammaliare con gambe lunghe e snelle, ma spera di potersi misurare in virtu' di tutt'altro. In cosa dobbiamo sperare noi? Quali sono le opportunita' per la gente come me?
Ce ne saranno sempre meno?

Perdonatemi la noia, perche' questo, lo ammetto, è evidentemente uno sfogo, ma io alla "fiera della gnocca" proprio non ci sto!

martedì 14 settembre 2010

La donna: da custode del focolare a cacciatrice di letti (parte 1)


Negli ultimi tempi, tra un trafiletto secondario ed un editoriale in prima pagina ho raccolto tantissime notizie: novita', sviluppi, avvenimenti che mi hanno fatto sussultare piu' o meno fortemente, ma mi hanno sempre in qualche modo colpito. E ora si parla di scuola, ora di giovani ... ogni cosa mi colpisce. Mi sveglia e mi risveglia la coscienza. Alle volte mi sono detta che farei bene a pensarci meno, altre mi dico che quando certe cose mi sembreranno normali e non saro' spinta dalla curiosita' di comprendere certe dinamiche e cercare nuove prospettive allora, forse, mi saro' spenta. O saro' semplicemente appassita, meno donna, meno cittadina. Un po' meno me stessa.

Eppure, non ho alzato grandi polveroni negli ultimi giorni, l'informazione e' stata composta oserei. Chiedendomi se il fatto di parlare e riflettere su certe questioni possa definirsi in alcun modo"scomposto". Ma! C'e inevitabilmente un ma alle porte di oggi! Anzi ce ne sono due. Precisi ed acuti come due spine da cui mi sembra d'essere stata punta e di cui sento ancora il prurito. Due notizie che tra le altre mi inchiodano i pensieri perche' coinvolgono fortemente le donne, e richiamano pur non volendo la loro condizione nel nostro Paese, le loro possibilita' di vita e tutto quanto ci giri attorno.

Il primo forse e' cosa vecchia che si ripete: il Presidente Silvio Berlusconi durante il suo intervento alla festa dei giovani del PDL "Atreju" oltre alla quanto mai scontata invettiva contro la meschinita' della Magistratura italiana e di Gianfranco Fini, continua ad affrontare il discorso della precarieta' giovanile italiana ribadendo la possibilita' della caccia allo "scapolo d'oro".

Insomma donne, se avete la fortuna di essere carine o di ritoccarvi qui e la' per potervi omologare cosi' ai gusti dell'uomo medio moderno, non c'e' alcun motivo di preoccuparsi! Basta investire su se' stessi e sulla ricerca del partner modello, ricco, ricchissimo e preferibilmente vecchio, insomma meglio se dai 50 in su', cosi' che il desiderio di ereditare il tanto agognato bottino sara' presto soddisfatto. Insomma, non solo si riduce una delle questioni sociali piu' importanti d'Italia ad una storiella di poco senso e alcun contenuto, ma lo si fa anche inviando un messaggio che e' semplice e chiaro: quanto piu' sarai capace a venderti al miglior acquirente tanto piu' potrai vivere una vita tranquilla ed essere felice! I nodi essenziali sono due: 1) non importa quanto tu possa essere intelligente, meritevole o brillante sopratutto se non sei bella, non avere ambizioni e ricordati di dover dipendere da un uomo come ne fossi un surrogato; 2) mi raccomando al vincolo del matrimonio, senza quello il gioco e' vano, quindi l'unione deve trovare "valore" nel sigillo sacro e istituzionale del matrimonio. E che valore agguingerei!!!

Passiamo alla seconda spina...la ciliegina sulla torta! Straquadanio! Vogliamo parlarne? Deputato del PDL che dopo un'estate trascorsa a litigare rissosamente con i giornalisti e gli operai della Vinylis, ad insultare Roberto Saviano, ad invocare il metodo Boffo per Fini e le leggi ad personam per "difendere Berlusconi" (ci si chiede da cosa, la risposta sarebbe lo Stato, ma lui risponderebbe i Comunisti!!!!), afferma gloriosamente che : E' legittimo vendere il proprio corpo per fare carriera in politica e avere un posto in lizza! E ancora peggio si eclissa il deputato per giustificare questa affermazione, dicendo che oggi la politica ha una dimensione pubblica e quindi bisogna presentarsi agli elettori in un modo che "piaccia"!

Capite bene quanta fatica si faccia a commentare una "cosa" che non meriterebbe commenti come questa (se non altro non ne meriterebbe di educati), ma dato che pare che tutto sia normale o giustificabile negli ultimi tempi, allora tengo a freno nervi e lingua, e provo a commentare il mio sgomento.
La prima cosa che mi viene in mente mentre ancora leggo la dichiarazione del deputato e' quanto sia oramai basso il livello della politica italiana, in cui non si ha neanche piu' il coraggio di metterci la faccia quando si fanno delle affermazioni del genere, considerato che i cittadini non hanno piu' il diritto di "premiare o meno" chi credono con una scelta diretta. In fin dei conti si puo' dire quel che si vuole, tanto la poltrona viene assicurata dal partito e poco importa se una fetta dell'elettorato si puo' indignare. Per dirla in poche parole, non gli interessa neanche piu' di tutelare l'apparenza ora che non devono essere votati, basta essere nelle grazie del "capo".
Ma c'e decisamente qualcosa di piu'..

lunedì 30 agosto 2010

Quando arriva il momento di buttarsi nel mucchio!



Ci sono giorni in cui la luce non sembra mai quella giusta. Semplicemente non trovi la prospettiva, ma quando perdi la prospettiva alle volte diventa difficile anche svoltare l'angolo. E' un pò come perdersi, letteralmente, quello che cerchi magari è incredibilmente vicino, proprio lì. Ma tu non lo sai, non lo vedi e sopratutto non sai dove sei tu. Ogni passo può avvicinarti o allontanarti perchè non sai dove stai andando. In questo modo rischi di dimenticare addirittura dov'è che volevi andare. E ti fermi!
Ti fermi perchè hai paura di quel passo in più, quello sbagliato che potresti commettere da un momento all'altro. Perchè non ti senti abbastanza o ti senti troppo per una situazione e allora, forse, meglio non muoversi affatto!
Così nasce quel torpore che alle volte ci ingessa, motionless, come nel tentativo di fermare il tempo e guadagnarne un pò. Perchè ci serve per pensare, per decidere. Ed è lì che tocca letteralmente e delicatamente portarsi fuori e buttarsi nella mischia.
Ognuno ha i suoi personalissimi antidoti e metodi. Io potrei camminare ore, in mezzo alle persone, adoro fermarmi nelle vetrine per un caffè e leggere... mentre osservo la gente. Insomma, l'importante è che ci sia gente intorno. Più c'è n'è, meglio è! Le persone mi assorbono, le osserverei per ore. La mia vita ne incrocia così tante altre, diverse, profonde, simili, vicine o lontanissime. La gente, il calore di un gesto, di una smorfia, di un sorriso o un ghigno è la prima cosa che mi rimette in piedi e mi risveglia dal torpore.
Naturalmente è solo il primo passo, ma da qualche parte si dovrà pur partire.

martedì 24 agosto 2010

Shopping, le donne lo sanno!

Il processo di acquisto per una donna può essere un momento veloce dettato da un istinto immediato o altrimenti può definirsi attraverso una serie di contorti pensieri e relazioni che, nonostante voi non ve ne accorgiate, ruotano incessantemente nelle calde menti femminili.

Forse non tutti i passaggi sono scontati!
Fase uno: passo distrattamente davanti una vetrina, ma non riesco a tenere lo sguardo diritto davanti a me, ho bisogno di "studiare" le nuove collezioni.

Fase due: ieri "qualche vetrina mi sembrava interessante, oggi casualmente ho un pò di tempo libero entro a dare uno sguardo".

Fase tre: mi piace tutto! Praticamente mi identifico con il manichino...ho necessariamente bisogno di tutta la collezione perchè ora che ci penso mi resta poco o niente dell'anno precedente. O comunque domani potrei donare tutto ai poveri e ai bisognosi.

Fase quattro: come Ulisse che si allontana dal canto delle Sirene, ritorno alla realtà allontanandomi dai negozi e riprendo lucidità. Non posso avere tutto..devo scegliere. Cosa voglio? Cosa mi serve davvero???

Fase cinque: fase decisiva. Difficile capire perchè la maggior parte delle volte la risposta è invariata... le scarpe!Mi servono proprio le scarpe! Decisione presa. Domani le scelgo e le compro!

Fase sei: Finalmente ho un obiettivo e vado diretta alla meta, ho tutto con me, carta, scarpe facili da sfilare, amica per consulenza. Devo solo SCEGLIERE!!!!

Fase sette: Improvvisamente mi accorgo che ne vorrei almeno 5 paia... devo selezionare!Scrematura dopo scrematura, passerella dopo passerella, consulenza dopo consulenza..il cerchio si chiude alla top 3! Valutare pro e contro, pensare a cosa ho già e ai possibili abbinamenti.

Fase otto: attendo consiglio notturno e approvazione divina per sentirmi meno in colpa. (generazione di precari!!!!!)

Fase nove: ho deciso e sono pronta, sicura, ferma sulle mie posizioni. Esco dall'ufficio e mi fiondo a prendere le MIE scarpe nuove! Ma oggi incrocio tutte colleghe che indossano bellissime scarpe proprio proprio identiche a quelle che ho appena scartato. Sarà un segno??????

Fase dieci: arriva l'ora di uscire, chiedo gli ultimi consigli, vado verso il negozio, ma in realtà sono ancora indecisa. Le riproverò per prendere tempo?! Ci sarà un colpo di scena?

Fase undici: arrivo, chiedo il mio numero, il commesso gentilmente mi invita ad accomodarmi...poi torna e sorridendo mi dice che il numero è finito!!!!!!!!!! COSA?????? FINITO?????? Ma le ho misurate ieri!!Erano qui!!!(quelle con l'istinto schiacciante hanno sempre la meglio!?)

Fase dodici: sono disperata, le ho sempre volute, erano le scarpe della mia vita e io NON HO MAI AVUTO DUBBI AL RIGUARDO (vedi fase 10)!!! Mentre vado a casa a testa bassa....mi ritorna alla mente che lo stesso negozio si trova in un'altra zona della città. Nessuno puo fermarmi.

Fase tredici: corsa contro il tempo. Le voglio e le voglio ora. Domani potrebbe essere finito il numero! Attraverso la città, entro nel negozio e le cerco...fiuuuuuuuuuu... eccole, il numero? C'è...fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

Fase quattordici: ora che sono calma ho tempo per misurarle e misurarne qualche altra. Dopo di che, acquisto. Colma di soddisfazione, cammino come fossi la protagonista di un film da oscar e già penso a cosa abbinarle l'indomani.

Poteva sembrare ridicolo, ma ora sapete tutti perchè le donne che acquistano qualcosa spesso si sentono come se avessero vinto una battaglia!!

lunedì 26 luglio 2010

WHO CARES?? I DO!

Sono proprio terribile, credo di doverlo ammettere. Non mi piace sbagliare, sopratutto quando intravedo gia' il prossimo gradino, il modo per fare bene. Allora viene fuori la parte perfezionista di me che vorrebbe poter sempre fare tutto bene, naturalmente al primo colpo! Voglio riuscirci e lo voglio ora!
Il punto e' che sapevo di essere affetta dalla "sindrome della maestrina", con tanto di dito indice sempre pronto ad intervenire per supportare ed arricchire le mie tesi, ma adesso anche quella della "prima della classe" non la posso reggere!
Dov'e quel sano menefreghismo che mi aiutava tanto ad essere felice quando le mie versioni di latino risultavano drammaticamente fallimentari??? Perche' onestamente, cosi' su due piedi, non ricordo di averne fatte dal greco!

Tocca fare i conti con se' stessi, qualche volta va anche bene far finta di essere qualcun altro, ma solo per giocare...

La verita' e' che i nostri limiti sono sempre li' a ricordarci quanto siamo fallibili e difettosi. Sarebbe carino se non spuntassero nelle occasioni meno convenienti, ma cosa vuoi farci: cosi' l'effetto shock ha decisamente piu' forza.
L'unica vera risorsa in questi, come in tantissimi altri casi, e' l'ironia! E lo so' che sembrero' una pazza se finiro' per oscurarmi e mettere il broncio per poi ridere confusamente nell'arco di 15 minuti circa. Rischiando appunto di apparire come una schizofrenica patentata.

Ma, pensandoci, preferirei ritrovarmi vagamente folle che banalmente perfetta!

venerdì 2 luglio 2010

Colorare la noia

Basta veramente poco.
Un momento di noia, seduta a questa scrivania, nell'attesa che scocchi il momento di andare, nell'attesa che la lancetta scorra avanti preferibilmente piu' veloce del normale. Un momento di noia che diventa insofferenza..forse perche' ferma non so stare, forse perche' la mente cerca sempre qualcosa.
E allora ho messo su le cuffie che normalmente usiamo per ascoltare campagne o video e ho caricato un po' di musica. Selezionata accuratamente per questa mente in cerca. Sono rimasta seduta su questa sedia (solo il piede va, proprio non riesco a tenerlo), ma gli occhi si fanno furbi. Furbi tanto quanto basta a portarmi da qualche altra parte. Qualunque altra parte. Qualunque posto io voglia.
E' cosi'incredibilmente semplice, alle volte basta solo lasciare spazio alla fantasia e ricordarsi che correre non serve poi a molto. Il tempo scorre veloce e la musica riempie tutta la stanza, colora i volti elle persone che mi siedono intorno. Ognuno di loro e' protagonista di una storia, di una racconto, di un pettegolezzo. Ogni sguardo, ogni sorriso, tutto si muove sulla colonna sonora come nel montaggio perfetto di un film da oscar. Vedo l'eroe, la principessa, l'ambizioso, l'artista, il severo arbitro, il romantico... mi spiace quasi un po' per loro. Per la prima volta.
Fino ad oggi ero io quella che rischiava di non capire i discorsi per intero, di non cogliere il senso sottile di frasi dette sottovoce e oggi, sono tutti loro ad essere fuori da questo mondo. Mi dispiace non possano cogliere il piacere e la meraviglia della mia lingua che, vi assicuro, ha qualcosa di speciale.
Basta cosi' poco a sentirsi un po' piu' forti, basta accettare la sfida, correre il rischio, tentare. Alle volte basta ricordarsi che siamo stati bambini e non c'e' modo migliore per essere davvero un adulto se non essendo un "bambino diventato grande".